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In Fortezza Vecchia, tra mura e leggende c’è l’anima di Livorno - Le foto

Livorno, dai bastioni ora scoloriti sono passati ebrei e olandasi, pirati e mercanti. Ora è un ponte, anche fisico, collegata alla città dove si organizzato concerti e mostre. E su YouTube c'è anche un filmato che racconta di un fantasma 

LIVORNO. Vecchia a chi? È vero, i bastioni che abbracciano il Mastio di Matilde e la Quadratura dei Pisani hanno quasi 500 anni, dunque più di qualche giro di sveglia, diverse cicatrici sulla pelle e un pallore che nessuno si è mai preso la briga di rinfrescare dal dopoguerra ad oggi. Ma provate, entrando dall’ingresso che guarda verso il piazzale-parcheggio della stazione marittima, a perdervi nel dedalo di corridoi, volte a botte e scalinate che portano dalle segrete stanze fino alla torre della Canaviglia; sfiorate l’acqua al di là di grate e portoni arrugginiti. E poi chiudete gli occhi.

Vedrete passare davanti a voi il seme, le anime e la storia di tutta Livorno: pirati, mercanti, galeotti, granduchi. E ancora soldati e poveracci, marinai che da questa terra non vollero salpare e prigionieri senza domani, come gli eroi risorgimentali. Sentirete il rumore degli zoccoli dei cavalli che trasportano dalle stive delle navi ormeggiate in porto le merci in arrivo dal Nuovo mondo. Vedrete inglesi e olandesi discutere sul destino e il prezzo di un carico di caffé, ascolterete la voce di un ebreo sefardita che si mischia con quella di un greco ortodosso. E poi gli odori: grano e sudore, saponi e sterco, carne e sangue, umidità e salmastro, polvere da sparo e terra.

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Un groviglio di mondi sensazionali, sospesi tra terra e mare, che né Antonio da Sangallo che ha disegnato la pianta e iniziato la fortificazione nel 1521, né il Duca Alessandro dei Medici che l’ha inaugurata tredici anni più tardi pensavano potesse contenere. Oggi di quel passato figlio delle Leggi Livornine restano la memoria e le leggende. Una che ha fatto rumore grazie a un video caricato su YouTube che risale al 2008 e dietro al quale ci sarebbe la regia di Paolo Virzì, riguarda il fantasma della sorella maggiore di Matilde di Canossa, Beatrice: morta il giorno del matrimonio, da allora si aggirerebbe all’interno della Fortezza.

Una tradizione locale, invece, riportata da Giuseppe Vivoli nei suoi “Annali” della città, racconta che nella volta di una galleria della Fortezza si trovasse un’antichissima iscrizione che diceva: «Io Coscetto da Colle fui il primo a salire sulle mura di Gerusalemme», alludendo alla prima Crociata in Terrasanta. Ma nonostante il fascino, questo racconto è storicamente infondato, poiché se la targa venisse davvero trovata sarebbe in assoluto la prima iscrizione conosciuta in italiano volgare e, poiché al tempo delle Crociate la Fortezza non era ancora costruita, si sarebbe, caso mai, trovata nell’antica torre quadrata, inglobata nella Quadratura dei Pisani.



Tutta roba buona per storici, curiosi e appassionati. Perché oggi la vita della Fortezza Vecchia – passata sotto la gestione dell’Autorità portuale – è un ponte, anche fisico, che la collega alla città, in barba a Oliviero Toscani che una volta la descrisse come «qualcosa fuori da Livorno», scollegato dunque. Ecco perché fa un po’ specie che una delle ultime recensioni su TripAdvisor, cartina tornasole dei vacanzieri, l’abbia scritta un pisano dandole il massimo dei voti. «Consigliata la visita, vicina al porto, parcheggio a pagamento durante il giorno e gratuito la sera dove troverete un ambiente scenico con musica dal vivo d’estate, bel bar per bere qualcosa in un ambiente molto particolare; di giorno è possibile salire sulla torre e godere di una bellissima vista, di notte è attivo un ponte mobile con apertura alternata al passaggio delle barche che permette di andare sul lungomare».

Luca Menicagli, anima del cartellone all’interno della Fortezza tra concerti, mostre e cinema, va oltre. «È il posto più bello di Livorno, è la radice da cui parte tutto, il primo seme del labronico, il nostro punto di partenza». Vecchia sì, ma che importa quando c’è il salmastro.  (3-continua)
 

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