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Sale operatorie chiuse per ferie, l’Asl dice stop ai tagli estivi

Livorno, parla il direttore generale De Lauretis: «Nel 2018 nessuna riduzione». Ecco le prossime novità

LIVORNO. «Stiamo lavorando per fare in modo che l’anno prossimo, nel mese di luglio, all’ospedale di Livorno non ci siano riduzioni dell’attività chirurgica programmata». Il direttore dell’Asl Toscana Nord Ovest Maria Teresa De Lauretis non è un manager dai proclami facili. Ed è solita preferire i fatti alle interviste. Ma sul caso denunciato dal Tirreno del taglio di 43 posti letto in vigore nell’area chirurgica di viale Alfieri dal 24 giugno all’11 settembre, e della sospensione delle sedute programmate di sala operatoria per alcune specialistiche nei mesi di luglio e agosto, ha voluto metterci la faccia e rendere note fin da subito le sue intenzioni.

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«Da almeno dieci anni, d’estate, all’ospedale di Livorno si riduce l’attività chirurgica programmata - sottolinea -. Devo dire che si tratta di una riduzione più alta di quella che praticano altri ospedali della nostra Asl e spalmata su un periodo più lungo. A Lucca, Massa e Viareggio ad esempio la riduzione si concentra tutta su tre settimane di agosto. Si tratta di capire perché gli altri riescono ad effettuare chiusure solo agostane mentre qui da sempre la sospensione è più lunga nonostante il personale sia lo stesso e non ci siano tagli di alcun tipo. L’anno prossimo vorrei che anche agli Spedali Riuniti a luglio non ci sia alcuna riduzione dell’attività. Ci siamo già messi al lavoro».

Un impegno che farà felici i pazienti, ma anche i medici, una parte dei quali (chirurgia vascolare, ginecologia, urologia, oculistica, otorino, senologia) si erano visti tagliare per quasi tre mesi letti e sedute in sala operatoria, con ricadute inevitabili sull’attività chirurgica quotidiana e sulle tempistiche delle agende. Su questo aspetto però De Lauretis evidenzia che il taglio è più teorico che pratico: «È vero che è stato chiuso il primo piano del sesto padiglione con 43 posti letto per la week surgery ma al suo interno sono rimasti attivi 12 posti di day hospital, ma è anche vero che i letti del secondo piano sono gestiti in maniera flessibile - spiega -. Basti pensare che ginecologia e otorino adesso hanno 4 persone ricoverate ciascuno, mentre nella divisione teorica dei posti questa estate avrebbero rispettivamente due e un letto. Di fatto i posti al sesto secondo sono disponibili per tutte le specialità chirurgiche a seconda delle effettive priorità di ognuna».

Il direttore dell’Asl evidenzia come proprio molte delle specialistiche penalizzate dalla riduzione estiva, abbiano vissuto uno sviluppo importante nell’ultimo anno: «Non è una giustificazione né significa che c’è compensazione tra l’aumento dell’attività avvenuta finora e la riduzione in programma a luglio e agosto - premette De Lauretis -. Ma è un segnale chiaro di come abbiamo investito su Livorno e su queste branche. La nascita della grande Asl è stata vissuta da tutti i territori con angoscia e col timore di sottrazioni. E invece le aziende sono cresciute: Livorno ha aumentato personale e attività».

Prendiamo chirurgia vascolare, ad esempio, una specialistica che possono vantare solo Livorno e Massa: «Abbiamo investito per migliorare in quantità e qualità. In quantità si vede bene dagli 89 interventi in più effettuati l’anno scorso in viale Alfieri, 457 contro i 368 del 2015, e dai 45 in più già effettuati da gennaio a maggio di quest’anno - dice la De Lauretis, mostrando i dati -. In qualità perché abbiamo sbloccato un’impasse storica in cui si era arenata la vascolare di Livorno, portandola dalla chirurgia open alla nuova frontiera della chirurgia endovascolare».

Un incremento simile c’è stato per neurochirurgia: l’anno scorso gli interventi sono cresciuti del 10% (da 798 a 873), nei primi cinque mesi di quest’anno del 20% (da 288 a 341): «Sono dati che raccontano come gli Spedali Riuniti non abbiano subito alcuna azione di riduzione o tagli. E lo confermano anche i numeri del personale: nel 2015 a Livorno e provincia a fronte di 39 pensionamenti di medici ne abbiamo assunti 39 a tempo indeterminato più 13 a tempo determinato. Mentre gli infermieri sono cresciuti di 30 unità. Nei primi cinque mesi del 2017 i medici sono cresciuti di 13 unità e gli infermieri di 55, anche se si tratta di incrementi che nei prossimi mesi saranno limati».
 

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