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Maschi che odiano le donne - L'editoriale

Maschi che odiano le donne - L'editoriale

Antoneta viveva a Montepulciano, Donata a Bari, Maria nel Casertano. A Cagliari Manuela forse ce la farà. É il bollettino delle vittime di una sola giornata, l’altroieri; una guerra domestica condotta contro le donne nel segno di un’arcaica concezione del possesso del corpo femminile. Un neologismo di brutale attualità racconta una violenza quotidiana: femminicidio. Ma anche quando non si arriva a uccidere, la vita di troppe donne è segnata da soprusi, percosse, molestie sessuali, pressioni psicologiche; un campionario di infamità maschili ampiamente descritto dal “Tirreno” da mesi e mesi nel corso della nostra campagna giornalistica con cui sosteniamo le lettrici a segnalare e a denunciare le violenze subite. Come sollecitiamo l’adozione del braccialetto elettronico anti-stalker, un aggeggino in grado di tutelare le donne sottoposte a minacce continue, di cui lo stesso capo della polizia Franco Gabrielli ha sottolineato l’utilità parlando davanti alla commissione del Senato. Un esempio? Dalle parti di Empoli giovedì una giovane mamma ha avuto il coraggio di raccontare ai carabinieri l’incubo in cui era precipitata: in un solo giorno fino a 130 telefonate di insulti e minacce da parte dell’ex.

No, l’amore non c’entra. E’ un’altra cosa. I numeri ci raccontano di 110, forse 120 donne assassinate nel corso del 2016 in Italia. Un dato impressionate. Nello stesso arco di tempo nella Napoli di Gomorra, tanta droga e cattiveria con il record dei morti ammazzati, gli omicidi sono stati più di 40. Insomma, comparando le gelide statistiche, la mano assassina di un marito, compagno o fidanzato è più lesta di quella degli spietati killer dei clan. Un paradosso, no?

E’

triste dirlo, ma la regressione culturale del nostro Paese avanza di pari passo con l’esercizio di violenze sulle donne. Senza distinzione di ceto sociale. La libertà delle donne fa paura. Una verità semplice, dirompente. Che si stenta ad ammettere. Buona domenica.

 

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