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L’impero di Aboca: l'azienda farmaceutica cresciuta sull’erba - Video

L’impero di Aboca: l'azienda farmaceutica cresciuta sull’erba - Video

«Mi chiamavano “stregone” ma ho avuto ragione». Ora ha 1200 dipendenti e 1400 ettari di coltivazioni

Da venditore di auto alla laurea honoris causa in biotecnologie La storia di Valentino Mercati, fondatore dell'azienda farmaceutica che cura utilizzando le erbe (video Ilenia Reali - montaggio Erika Fossi) - L'ARTICOLO

SANSEPOLCRO.L’ufficio dell’imprenditore Valentino Mercati è all’ultimo piano del palazzo rinascimentale che ospita il museo dell’azienda Aboca. Una torretta rivestita di vetrate si fa abbracciare dall’anfiteatro collinare chiuso tra le Alpe della Luna, della Massa Trabaria, delle colline della vicina Umbria e dai monti dell’Aretino e dell’Alpe di Catenaia. Sembra di toccare con le mani i tetti di Sansepolcro, novella Gerusalemme. Due passi e incroci la casa natale del cittadino più illustre di questa terra, Piero della Francesca. L’odore colloquia in uno scambio costante con la vista grazie alla camomilla, alla calendula e alle altre piante officinali che disseminate in vasi e cocci inebriano gli ospiti

Valentino Mercati vendeva automobili. Coi fratelli Steno e Dario possedeva concessionarie dislocate nella Valtiberina tra toscana e umbria. Villa Aboca fu un investimento immobiliare. Un luogo in cui trascorrere le vacanze di Pasqua e del Natale, con le famiglie. Ora è una delle sedi della società: 1. 400 ettari coltivati con agricoltura biologica, 1. 200 dipendenti, 60. 000 metri quadrati di produzione, 32 brevetti, 27 milioni di prodotti venduti in 27. 000 farmacie e 3. 000 parafarmacie.

Fu durante una delle cene che si decise che si poteva creare un’attività commerciale, una fattoria, qualche coltivazione. La terra non era particolarmente fertile e si decise allora per la coltivazione delle piante officinali.

La svolta vera fu un’altra però. «Entrai in uno dei magazzini – racconta Mercati – e c’era una tanica con un teschio stampato, il segnale di pericolo di morte. C’era del combustibile. Pensai ai miei figli che giocavano lì accanto. Decisi in quel preciso istante che quel luogo sarebbe diventato un simbolo del rispetto della natura, di una simbiosi di questa con l’uomo, senza che nulla di chimico ne facesse parte. Capii in quel preciso istante la forza che la natura aveva in sè». Della fattoria se ne occupava il fratello. Valentino chiese di poterne prendere lui in mano le redini. E fu in quel momento che nacque quella che sarebbe poi diventata Aboca, l’azienda leader nel mercato degli integratori alimentari e dei farmaci a base di complessi molecolari vegetali per la salute. Per molti anni Mercati è stato descritto come un moderno stregone. Era la fine degli anni Settanta, le aziende farmaceutiche brillavano per la scoperta di medicinali sempre più all’avanguardia mentre a Sansepolcro si studiavano i rimedi delle nonne, le ricette dei monasteri per curarsi con le erbe. Nei laboratori della sua azienda si sperimentava, scientificamente, quali effetti avessero sull’organismo. I giornali titolavano sul “folle temerario che buttava i soldi alle ortiche”.

Mercati ammette di non essersi mai curato con l’aspirina, di non accettare che nel nostro corpo entrino sostanze che non sono riciclabili e che non facciano parte del naturale ciclo vitale. Tre anni fa l’università di Pisa gli ha conferito la laurea honoris causa in biotecnologie.

«Passare da stregone a dare a stregone agli altri – commenta l’imprenditore – è stata una soddisfazione incredibile. Avere il rispetto di chi hai intorno e avere la sensazione di non essere più un don Chisciotte ma la persona che ha seminato e che i suoi semi con certezza, prima o poi, germoglieranno è per me il vero successo. Del resto ho sempre pensato ad Aboca come a un servizio, non a una macchina per soldi da gestire con furbizia. Sono convinto che il successo economico sia il risultato di un percorso coerente».
In Aboca oggi si va dalla gestione della coltivazione del seme fino al consiglio che il farmacista dà ai propri pazienti per risolvere i problemi di salute tanto che recentemente – dopo lo studio sui testi antichi, i laboratori che collaborano con i principali centri di ricerca del mondo per individuare l’effetto delle sostanze vegetali sul Dna, nuova frontiera anche della farmaceutica “tradizionale” – si è deciso di percorrere una nuova frontiera, quella di arrivare direttamente ai consumatori non solo per vendere i propri prodotti ma per illustrarne la filosofia che ne è alla base. E lo si sta facendo entrando nella rete commerciale». Aboca ha infatti acquisito la gestione delle farmacie comunali di Firenze.




 

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