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Il fisco scrive a 650 livornesi «Correggete la dichiarazione» 

È un invito bonario ai distratti per segnalare che qualcosa non torna: come il mancato inserimento di affitti, assegni dell’ex coniuge, guadagni di associazioni di artisti o partecipazione di capitali

LIVORNO. Stavolta è un avviso (quasi) bonario: il fisco prende carta e penna per far piovere sui contribuenti una valanga di lettere dal tono amichevole in cui, anziché mostrare subito il volto truce fra castighi e multe, si limita ad avvertire che c’è qualcosa che non va nella posizione di questo o quel cittadino secondo quanto risulta all’Agenzia delle Entrate. Chiamarlo volto “amico” è forse un po’ troppo ma finalmente l’ufficio tasse prova a partire dall’idea che il signor Caio o la signora Sempronia possano essersi semplicemente dimenticati di qualche introito o aver male interpretato qualche normativa.

Insomma, come dicono dal quartier generale dell’Agenzia delle Entrate, bisogna «evitare che un errore o una dimenticanza possano trasformarsi in un avviso di accertamento vero e proprio, con sanzioni e interessi in misura piena, senza che il contribuente ne abbia consapevolezza». Insomma, un conto sono i furbetti e un altro sono gli smemorati e i distratti.

La lettera serve a segnalare una “anomalia” emersa relativamente a una prima analisi dei dati della dichiarazione dei redditi 2014 presentate da persone fisiche: ai contribuenti viene chiesto di chiarire la questione o a fare una dichiarazione integrativa così da potersi rimettere in pari senza finire nei guai ma contando sul ravvedimento operoso (che consente di beneficiare di sanzioni ridotte).

A Livorno e provincia sono 650 le lettere di questo tenore in arrivo spedite via posta ordinaria o via pec: una ogni 240 famiglie residenti nel nostro territorio, quasi una su dieci rispetto alla montagna complessiva di missive destinate ai contribuenti toscani. A Pisa, Lucca e Firenze se ne contano di più ma, in rapporto al numero degli abitanti, siamo a livelli poco meno che record, basti dire che soltanto Grosseto ci supera.

Di quali redditi stiamo parlando? L’Agenzia delle Entrate precisa che le anomalie riscontrate possono riguardare queste tipologie: 1) redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione di immobili (soggetti a tassazione ordinaria o a cedolare secca); 2) redditi di lavoro dipendente e assimilati (compresi gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o dall’ex coniuge); 3) redditi prodotti in forma associata derivanti dalla partecipazione in società di persone o in associazioni tra artisti e professionisti e redditi derivanti dalla partecipazione in società a responsabilità limitata in trasparenza; 4) redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in società di capitali; 5) redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e professionale; 6) alcuni tipi di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionale; 7) redditi d’impresa con riferimento alle rate annuali delle plusvalenze o sopravvenienze attive.

A ciascun contribuente, stando a quanto annuncia la direzione toscana, verrà comunicato in dettaglio cos’è che non torna. Buona parte delle lettere contiere l’invito a accedere a Fisconline per “correggere la dichiarazione, direttamente online e in maniera assistita”. Detto per inciso, è la prima volta che i cittadini hanno a disposizione il link “scarica dichiarazione da integrare”: è da lì che si può arrivare al file della dichiarazione inizialmente presentata per i redditi 2013.

Ma c’è anche la chance di rivolgersi a una équipe di assistenza per avere delucidazioni: basta chiamare l’848 800444 da telefono fisso e 06 96668907 da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal gestore), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore - comunicazione direzione centrale accertamento”. Ma si può anche bussare alla direzione provinciale o a uno degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Per saperne di più sull’operazione relativa alle lettere del fisco si può cercare via web sul sito Tutte le
informazioni su queste lettere sono comunque disponibili in una nuova sezione dedicata su www.agenziaentrate.gov.it link “cosa devi fare”, poi “Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi” quindi “Attività per la promozione della compliance”.

Mauro Zucchelli

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