Quotidiani locali

Pisa si riprende la guida dei bus Ctt

La rabbia di Nogarin: «Non escludo l’idea di uscire dall’azienda, patti scritti prevedevano che al vertice andasse un livornese»

LIVORNO. «A questo punto abbiamo messo sul tavolo tutte le ipotesi. E quando dico “tutte”, tengo a precisare che stiamo vagliando anche l’eventualità di uscire dal Ctt». Il sindaco Filippo Nogarin è infuriato con Pisa ma le ragioni del campanilismo di sempre non c’entrano affatto. Se punta il dito contro le amministrazioni locali a guida Pd è per via del fatto che al timone dell’azienda bus della Toscana costiera è stato confermato Andrea Zavanella mentre era previsto che, dopo la prima fase condotta dal livornese Alfredo Fontana e dopo il periodo in mano a un esponente indicato da Pisa (Zavanella appunto), la presidenza tornasse a un rappresentante indicato da Livorno.

«Stiamo parlando non di chiacchiere o accordicchi informali bensì di un documento nero su bianco allegato all’atto di conferimento», sbotta Nogarin: «Già la violazione di un patto fra gentiluomini dimostra chi gentiluomo lo è e chi no, fra chi si comporta correttamente e chi invece si arrangia con sotterfugi e scappatoie. Ma questo è un atto ufficiale...». Da Pisa però arriva la controcontestazione: sì, è un documento formale, peccato che Livorno non l’abbia mai voluto firmare già anni fa. Nogarin invece ne fa una questione politica: «Le amministrazioni Pd pur di attaccare noi Cinque Stelle gettano alle ortiche anche il rispetto istituzionale». Del resto, questo genere di scontri sulle ex municipalizzate e sui servizi pubblici locali non è una novità: basti pensare a quanto accade sul fronte dei rifiuti. Non è una novità neanche la minaccia di andarsene dalla Ctt.

Per riprendere il bandolo della matassa bisogna fare un passo indietro: il Comune di Livorno aveva sì un proprio uomo alla vicepresidenza (Alessandro Amato) ma presto i rapporti si erano deteriorati, al punto che il sindaco M5s livornese aveva pubblicamente annunciato che Amato non aveva più la fiducia della giunta labronica. Ecco perché adesso Palazzo Civico ha formalizzato la nomina di un altro rappresentante: si tratta di Massimo Ferrini, che è anche l’attuale liquidatore di Atl. Ma al momento di eleggere il presidente è saltata fuori la sorpresa: il voto ha rimesso in sella Zavanella. «Bene ha fatto Ferrini – aggiunge Nogarin – a rifiutare ogni incarico: non a caso la vicepresidenza è rimasta vacante». Confermato anche Alberto Banci come amministratore delegato e, nell’organo amministrativo, Maria Simona Deghelli, Giuseppe Gori e Giuliana Stolfi che resteranno in carica fino all’approvazione del bilancio 2019.

A parte questo braccio di ferro fra Livorno e Pisa, va detto che l’assemblea dei soci di Ctt Nord srl (con 73 Comuni delle province di Livorno, Pisa e Lucca più la coop pratese Cap come socio privato ha dato disco verde al bilancio d’esercizio 2016: tutti voti favorevoli, con l'astensione del Comune di Cascina (ora in mano alla Lega). I conti dell’azienda bus dicono che l’esercizio 2016 è stato chiuso con un utile di 2,3 milioni di euro e un risultato operativo di 3,6 milioni di euro.

L’azienda, presentando i risultati di bilancio, rivendica il fatto di esser riuscita ad assorbire l’impatto dei «pesanti costi aggiuntivi» del nuovo contratto («pari per Ctt Nord a circa 2 milioni l’anno»). Fra i principali fattori che hanno contribuito a tale risultato positivo, «decisamente migliore rispetto alle previsioni del piano industriale», l’azienda

indica «certamente il recupero di produttività, gli effetti della semplificazione societaria che si sono sommati agli effetti straordinari dell’acquisizione definitiva del terminal bus della “Sesta Porta”» (definita «operazione lungimirante» con una plusvalenza di oltre un milione di euro»).

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