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Asl contro le maxi attese: 12mila ecografie appaltate ai privati

Stanziati 800mila euro, nel pacchetto anche 1.500 risonanze: sarà il Cup a smistare i pazienti sulle nuove strutture

LIVORNO. «Più visite e più medici subito», promise nel 2013 il direttore generale dell’Asl 6 Monica Calamai, mentre annunciava che avrebbe anticipato di un anno la riorganizzazione finalizzata ad abbattere le liste d’attesa. «Tre nuovi radiologi, Help Desk e Scuola di ecografia», rilanciò dodici mesi dopo il suo successore al timone dell’azienda sanitaria Eugenio Porfido presentando il suo piano straordinario contro le liste d’attesa: «Così le abbatteremo del 24%». Nessuno dei due è riuscito nella missione: a marzo 2017 per fare un’ecografia alla mammella all’ospedale di Livorno servivano 280 giorni. A Cecina 299 giorni e a Piombino 247. Un tempo d’attesa ancora peggiore per l’ecografia capo e collo: 277 giorni a Livorno, 378 a Cecina, 292 a Piombino.

A guardar bene, anzi, la situazione è andata in molti casi a peggiorare: basti pensare che a marzo 2015, ad esempio, per l’ecografia testa-collo serviva molto meno, 230 giorni circa in tutti e tre gli ospedali. Ora l’Asl prova a giocarsi l’ultima carta in una battaglia che finora ha sempre perso. Sul tavolo l’azienda ha messo 800mila euro che serviranno ad affidare (anzi riaffidare) a strutture private il compito di supportarla nei servizi di diagnostica per immagine.

Al privato viene chiesto di garantire 12mila ecografie totali all’anno: 6000 a Livorno, 3000 a Cecina e altre 3000 a Piombino. Si tratta di eco alla mammella, all’addome, alle stazioni linfonodali, cute e sottocute, tiroidee, al collo, ai testicoli, muscolotendinee ed osteoarticolari. Nel pacchetto vengono inserite anche 600 risonanze magnetiche del rachide senza mezzo di contrasto e 900 risonanze muscolo scheletriche, equamente suddivise sui tre presidi ospedalieri. È in qualche modo una retromarcia, quantomeno un cambiamento di rotta, visto che anni fa - in epoca Calamai - si decise di non rinnovare diversi accordi con le strutture private, cosa che aveva permesso di realizzare importanti risparmi nell’ambito dell’acquisto di prestazioni ambulatoriali, ma evidentemente aveva comportato anche un aggravio eccessivo dei carichi sui presidi ospedalieri livornesi e un peggioramento del servizio.

Il progetto ha avuto il via libera con la deliberazione numero 502 firmata dal dg Maria Teresa De Lauretis il 31 maggio. E ieri è stata pubblicata sul bollettino della Regione Toscana la richiesta di manifestazioni di interesse rivolta alle strutture accreditate di Livorno, Cecina e Piombino. I centri specializzati avranno tempo fino al 14 luglio per presentare la propria candidatura. Da settembre il servizio dovrebbe essere operativo.

In sostanza l’offerta pubblica si amplierà notevolmente. Per i pazienti non cambierà niente nelle modalità di prenotazione delle visite, se non - si auspica - la tempistica di attesa che dovrebbe ridursi di gran lunga. È previsto che il referto sia elaborato secondo lo standard aziendale

e che nel caso di risonanza il tempo di attesa per il rilascio dei risultati non sia superiore a cinque giorni: da questo punto di vista dunque tutto sarà invariato. Anche nelle modalità di prenotazione: i pazienti saranno infatti dirottati sulle strutture convenzionate direttamente dai Cup.

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