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I 140 anni del Tirreno: la città abbraccia il suo giornale 

I 140 anni del Tirreno: la città abbraccia il suo giornale 

Una giornata speciale con i nostri lettori alla Terrazza Mascagni

LIVORNO. Avere 140 anni e non sentirli. Essere orgogliosi di un passato così glorioso, che ha attraversato tre secoli di storia italiana, e guardare con fiducia al futuro, così come si osserva affascinati e incuriositi l’orizzonte azzurro e sereno aldilà del mare. Ed è stato particolarmente emozionante farlo dalla Terrazza Mascagni, in una giornata nitida di sole, dove queste sensazioni si sono intrecciate nel corso del Caffè Tirreno speciale (con l’appoggio e il sostegno del Bar La Terrazza) per i centoquarant’anni del nostro giornale ma soprattutto del vostro giornale. In questo luogo magico di Livorno, si è riunita la grande famiglia del Tirreno: i giornalisti, i poligrafici, gli impiegati, i tipografi, i fotografi, gli addetti alla pubblicità.

Non solo quelli che lavorano oggi nella sede centrale di viale Alfieri o nelle redazioni che coprono quasi tutta la Toscana o al Centro stampa di via dell’Artigianato ma anche tanti colleghi, ora pensionati, che hanno contribuito a costruire questo grande giornale. Insomma, è stato come se una famiglia - allargata - si fosse riunita dopo tanto tempo e inevitabilmente, oltre agli abbracci e alle strette di mano, non sono mancati anche gli occhi lucidi che accompagnavano aneddoti e ricordi.

Alessandro Guarducci, Leonardo...
Alessandro Guarducci, Leonardo Fiaschi, Luigi Vicinanza e Raffaele Serrao


Tra le centinaia di persone che si sono radunate alla terrazza Mascagni c’erano però anche tanti nostri lettori che sono venuti per farci gli auguri, per incoraggiarci ad andare avanti, per stringerci la mano e magari conoscerci di persona. Con loro anche tanti amici del Tirreno, dall’imitatore Leonardo Fiaschi al tenore Marco Voleri passando da tutto il gruppo della Tracina. E poi le istituzioni, a cominciare dal sindaco Filippo Nogarin che a causa della concomitanza di impegni è arrivato a iniziativa inoltrata. Presenti la vicesindaco Stella Sorgente e gli assessori Andrea Morini e Ina Dhimgjini e ancora il presidente del consiglio comunale Daniele Esposito con il consigliere del M5S Marco Galigani, il capogruppo del Pd in consiglio Pietro Caruso e il capogruppo di Città Diversa Marco Cannito. Sempre dal mondo politico e istituzionale ecco il consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti, l’ex presidente della Provincia Giorgio Kutufà, l’ex vicesindaco Massimo Bianchi e la presidente della Svs Marida Bolognesi accompagnata dal direttore Fabio Cecconi e da Cinirio Paoletti e Piero Tomei, poi Pino Pera dell'associazione Reset. La Confesercenti era rappresentata dal direttore Alessandro Ciapini e dal mondo delle professioni c’erano l’avvocato Giuseppe Angella (per 18 anni amministratore delegato del Tirreno), Beppino Mancini e Angelo Roma. Senza dimenticare l’abbraccio con la Marina Militare e l’Accademia Navale, che ieri inaugurava la settimana velica con la fanfara proprio alla Terrazza. Davvero tantissima gente in un clima di festa allietato dall’accompagnamento musicale (firmato da Mario Menicagli) del Duo Reminescence: i bravissimi Massimo Signorini e Marco Vanni, con la fisarmonica e il sax hanno strappato davvero tanti applausi dal pubblico che, nel frattempo, acquistava l’edizione speciale del Tirreno dall’edicola volante di Stefano Paolini.

E poi spazio alle foto ricordo, ai selfie e a qualche coro di “evviva Tirreno”. Un grande senso di appartenenza e un rapporto strettissimo quello tra il giornale e Livorno che sono stati evidenziati dal consigliere delegato del Tirreno, Raffaele Serrao, e poi ben rappresentati dalle parole appassionate del direttore Luigi Vicinanza. «A chi ci ha detto, in tono quasi minaccioso, di guardare in faccia i giornalisti, noi rispondiamo che la nostra faccia ce la mettiamo tutti giorni. Questa è la nostra faccia: non siamo servi di nessuno e ne siamo orgogliosi. Il Tirreno è così da 140 anni e continuerà ad esserlo sempre».

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