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Spintarella o calcetto pari sono 

Spintarella o calcetto pari sono 

Il calcetto nell’eloquio del ministro del lavoro Giuliano Poletti, se lo sai giocare crea più opportunità di lavoro che inviare in giro il proprio curriculum

Che differenza c’è tra calcetto e spintarella? In entrambi i casi non ci si fa male. Anzi, a praticare bene o l’uno o l’altra, se ne trae un vantaggio per sé e per i propri cari. E sì: con una spintarella – nel felpato linguaggio democristiano della Prima Repubblica – si puntava a un comodo posto di lavoro in una qualche amministrazione pubblica (mitiche le infornate nelle Poste ai tempi di Antonio Gava e Remo Gaspari ministri). La spintarella ti tirava su con una promozione o con un trasferimento vicino casa. Era la parola magica che premiava chi non aveva merito. Piccole o grandi carriere, la medaglia dei raccomandati.

Il calcetto, invece, nell’eloquio del ministro del lavoro Giuliano Poletti, se lo sai giocare crea più opportunità di lavoro che inviare in giro il proprio curriculum. Sbeffeggiato per aver detto un’amara verità il ministro – ereditato da Gentiloni direttamente da Renzi – ha confermato ciò che tanti pensano: o un giovane (o meglio ancora suo padre) ha le relazioni giuste o non trova né un posto né uno strapuntino. Ha detto un’ovvietà in un Paese che esce da anni devastanti. Andava applaudito per la sua sincera improntitudine. Ha dimenticato invece l’incauto Poletti che il suo ruolo di ministro gli deriva da una fascinazione renziana che narrava così: non conta chi conosci, ma che cosa conosci. Merito e competenza contrapposti a fedeltà e appartenenza. A parole.

Il ministro però con lo studio ha un conto aperto. Già mesi fa era stato protagonista di una polemica con i giovani che vanno a studiare all’estero: meglio non averli tra i piedi certi tipi, aveva sentenziato. C’era una volta quando la sinistra, dai cui ranghi Poletti proviene, vedeva nello

studio e nella cultura uno strumento di riscatto sociale. Roba d’altri tempi. Agli studenti d’oggi il nostro propone un modello vincente: quello dei cerchi e dei gigli magici. Di cui Poletti continua a essere un ciarliero ministro. In affollata compagnia. Buona domenica.

 

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