Quotidiani locali

Muore a 32 anni davanti agli amici

Alberto Granucci, musicista, si è sentito male in un ristorante

LIVORNO. Ci sono concerti che finiscono troppo presto. Quello che raccontava attraverso note, passione e progetti la vita di Alberto Granucci, 32 anni, musicista e faccia da bravo ragazzo, ha smesso di suonare per sempre all’alba di ieri, a due passi dal Teatro Goldoni, la casa livornese della cultura.

Era con due amici al ristorante Doc Panem e Circenses quando si è sentito male. «Avevamo appena ordinato - ha raccontato chi era con lui - all’improvviso ha detto di non stare bene e si è appoggiato a uno sgabello. Per farlo riprendere lo abbiamo portato fuori, all’aria». L’allarme è scattato poco dopo, intorno alle 4,30 quando gli stessi amici hanno visto che la situazione si stava aggravando e hanno deciso di chiamare il 118. Inutili, però, i soccorsi dell’ambulanza della Misericordia con il medico a bordo. Racconta Stefano Vullo titolare del locale: «Sono entrati poco prima delle 4, erano tranquilli, si sono seduti, hanno preso una birra e stavano aspettando la grigliata quando sono stato avvisato che qualcosa non andava».

Quello che è avvenuto dopo, lungo il marciapiede di via Goldoni, è un susseguirsi di attimi drammatici: tra l’attesa dell’ambulanza e il tentativo da parte di una ragazza di rianimare il trentaduenne. «Ha provato ha fargli il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca - raccontano i testimoni - ma ormai il battito non c’era più». Che cosa abbia ucciso Alberto - l’ipotesi più probabile è un aneurisma - dovrà dirlo l’autopsia disposta dal pubblico ministero Fiorenza Marrara che ha aperto un fascicolo. Dalle 5 di ieri gli agenti della squadra mobile hanno raccolto le testimonianze degli amici a caccia, se esiste, di una nota stonata dentro lo spartito di una vita senza eccessi. «Sono rimasto con Alberto - racconta l’amico e socio Alessio Quercioli - fino alle una e un quarto, abbiamo passato la serata insieme per locali, poi io sono andato a casa e l’ho lasciato con altri due ragazzi. In questo momento di dolore - va avanti - voglio solo ricordare una persona speciale, un fratello e un bravo professionista con cui ho condiviso vent’anni di concerti». Poi aggiunge: «Abbiamo lanciato una raccolta fondi per aiutare la famiglia in questo momento così difficile».

Nato a Cecina ma da sempre livornese, era molto conosciuto proprio per la sua attività di musicista. Maestro di pianoforte, social media manager, realizzava siti Internet, agente di booking, stava organizzando uno spettacolo sulla vita del pittore Maurizio Biagini. In più, collaborava alla realizzazione del mese del jazz a Livorno, che si tiene ogni anno in aprile, sulla scia dell'International Jazz Day promosso a livello mondiale da Unesco. Proprio l’altro ieri Alberto aveva contattato il nostro giornalista Dario Serpan per presentare il suo ultimo progetto.

«Abbiamo deciso - scriveva - di unire il nostro lavoro alle nostre passioni per dare vita alla Noveottavi Agency. L’obiettivo è aiutare ogni artista della nostra squadra a esprimersi al massimo delle sue potenzialità. Questa idea ambiziosa è realizzabile con un costante lavoro di ricerca che fonda le proprie radice nella passione per l'arte e nelle elevate competenze

musicali. Solo facendo un’attività di scouting attenta e consapevole possiamo permetterci di coltivare il sogno di crescere artisti e non prodotti da dare in pasto al mercato».

Ora toccherà a loro continuare il concerto che Alberto aveva iniziato a suonare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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