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Lettera del fratello di un ragazzo autistico: «Ti difenderò io, non sarai mai solo»

Su Facebook il messaggio commovente di un adolescente al fratello minore autistico. Il racconto di un episodio di insensata cattiveria e la promessa più importante

Scene di ordinaria barbarie e magari nessuno tra i clienti di quella gelateria livornese si è reso conto di assistere all’ennesimo episodio di becera discriminazione. C’è un bambino, ha 13 anni, è con la mamma e il fratello più grande. Guardano e scelgono i gusti, come sempre si fa. Ma il bambino ha qualcosa di diverso dagli altri, è autistico. Così allegramente chiacchiera a ruota libera, fa domande a tutti, anche a due adolescenti che sono nel negozio. Non è aggressivo, non è offensivo, ma la sua diversità lo fa apparire debole, un bersaglio. Così altri ragazzini, due adolescenti come tanti, i “forti”, cominciano a sbeffeggiarlo.

La mamma sente anche questa volta la solita fitta al cuore, un misto di rabbia e dolore, prova a spiegare ai bulletti che il suo è un bimbo speciale, quelli anziché smettere insistono. Il fratello più grande, 15 anni, però non vuole che la cosa finisca così. Non questa volta. Con la mamma che è sempre una roccia e che invece questa volta comincia a vacillare, che ne sarà di tuo fratello quando noi non ci saremo più, come possiamo combattere questo deserto umano, culturale. Così, il quindicenne vuole dare una risposta. E scrive un commovente post su Facebook, che poi il sito “Per noi autistici” riprenderà, moltiplicandone la visibilità.

È lo sfogo accorato e profondo di un ragazzo. Che si indigna, invita pacato genitori e figli a comprendere quanto male può fare una presa di giro e soprattutto fa una promessa. Sarà lui, per sempre, anche quando mamma e babbo non ci saranno più, a prendersi cura del fratellino e a proteggerlo. Pubblichiamo qui di seguito il post del ragazzo.

***

Ancora una volta giornata all’insegna della discriminazione sociale… Stavolta però la vicenda non si svolge al ristorante ma in una gelateria. Oggi decido di andare a prendere un gelato con i miei genitori e M. e fin qui tutto normale. Entriamo in gelateria in contemporanea a una coppia di ragazzini di circa la mia età (15-16).

Ci gustiamo la merenda fino a quando M. essendo un bambino autistico comincia a fare domande ad alta voce al gelataio (tra l’altro nostro amico) e a questi due ragazzi. Ora M., ripeto , essendo un bambino autistico comincia a fare domande personali come per esempio «dove abiti , come ti chiami» eccetera. Il gelataio risponde educatamente capendo le condizioni, mentre questi ragazzi cominciano a rispondere male e a prenderlo in giro insistentemente… Mia madre si gira e giustamente li mette al corrente dello stato di M. ma questi ragazzini continuavano.

Anzi a questi ragazzini non gli interessava di come stesse M. ma pensavano solo a prendere in giro. A quel punto sono intervenuto io portando via M. e mamma. Risultato? Mamma è in lacrime per M. o meglio per il suo futuro perché sa che il mondo in cui lo lascerà non è poi così bello e io sono qui a farmi delle domande… Ma è proprio così bello prendere in giro il più sfortunato? Oppure escluderlo da tutto e da tutti? O chiamarlo scemo? O offenderlo pesantemente? Io vi posso assicurare che M. è la persona più dolce che io conosca e non capisco perché debba soffrire ancora di più per dei cretini! Quindi ho deciso che io non lo lascerò più solo in questi momenti. La prossima volta interverrò io! E sicuramente non lo lasceró vivere in un istituto! Piuttosto vivrà come me fino alla fine dei nostri giorni. Questa è una promessa, fratello mio. E sappi che la manterrò!

Per gli altri, vi prego di alcune cose: 1) se siete genitori sensibilizzate

i vostri figli a queste situazioni e non insegnate a prendere il giro il più debole; 2) se siete ragazzi come me vi prego non prendere in giro le altre persone; 3) se avete in famiglia persone come M. amatelo fino alla fine perché nel bene e nel male lei/lui sarà sempre con voi.

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