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Buon compleanno Livorno: la festa per i 411 anni - FOTO e VIDEO

Corteo storico e cerimonie tra il duomo e le strade del centro

LIVORNO. Al rullo dei tamburi il corteo storico con i figuranti della Livornina ha fatto solennemente ingresso nella chiesa cattedrale dove domenica 19 si è celebrato il 411° anniversario dell'elevazione di Livorno al rango di città, sancita dalla consegna del Capperuccio da parte del granduca Ferdinando I de' Medici a Bernardetto Borromei, assumendo così il ruolo di Gonfaloniere (l'equivalente del primo cittadino).

Un salto dal 1606 al 2017. Uno sguardo al passato, con gli occhi rivolti verso il futuro, soprattutto verso i giovani, al centro dell’intervento del sindaco Filippo Nogarin.

Correva l'anno 1606 quando il 19 marzo quella cerimonia di investitura ebbe luogo in Fortezza Vecchia, nella chiesina di San Francesco, offrendo la stola color amaranto (il cosiddetto Capperuccio) al valente medico originario di San Miniato che tanto si era fatto apprezzare dalla popolazione livornese e che alla sua scomparsa, nel 1610, fu tumulato in Duomo (la sua effige marmorea è tuttora visibile sulla parete destra guardando dall'entrata principale).

Domenica 19, al termine della messa (coincidente con la terza domenica di Quaresima) celebrata dal vescovo, monsignor Simone Giusti, che ha rivolto per l'occasione un augurio di «buon compleanno» alla nostra città, si è quindi svolta la cerimonia di rievocazione: il Granduca (impersonato da Andrea Pannocchia) ha insignito della stola di Gonfaloniere il Borromei (interpretato da Roberto Pedini) il quale, a sua volta, l'ha offerta al sindaco Nogarin, che in precedenza aveva portato il suo messaggio di saluto sottolineando come la storia della nostra città sia fatta di accoglienza, tolleranza e condivisione: «Una storia che nel suo dipanarsi attraverso i secoli parla anche di sacrificio e di Resistenza; una storia che, se da una parte ci ricorda chi siamo, dall'altra ci induce a riflettere sul nostro cammino di uomini liberi, con la consapevolezza del proprio presente e, soprattutto, con la responsabilità del futuro che ci stiamo costruendo. Ed è questo l'augurio che mi sento di fare alla città per il suo 411° compleanno: che sia capace di prendersi cura del proprio futuro».

Livorno festeggia il suo anniversario Una giornata di rievocazione storica in piazza Grande e per le vie del centro in ricordo dell’elevazione al rango di città avvenuta 411 anni fa: il sindaco celebrerà il “Capperuccio” (Video Repetti/Pentafoto) - L'articolo

Un futuro che «è affidato ai giovani»: «prendiamocene cura in tutti gli ambiti, a tutti i livelli, in ogni momento della nostra vita, a scuola, in famiglia, nei centri o nelle associazioni che frequentano». Nelle parole del sindaco non è mancato un accenno alle recenti tragedie che hanno stroncato alcune giovani vite. «Questi fatti hanno distrutto alcune nostre famiglie, ma hanno anche colpito nel profondo ciascuno di noi, perché quei ragazzi sono anche i nostri figli».

I significati dell'anniversario e la figura di Bernardetto Borromeo sono stati invece rievocati da Massimo Sanacore, direttore dell'Archivio di Stato, che ha ricordato come il Capperuccio prima della sua consegna fosse stato consacrato proprio nel Duomo il 16 marzo 1606.

Tra i figuranti della Livornina, insieme a dignitari, dame, cavalieri ed armigeri, spiccavano anche due falconieri, uno recante al braccio una poiana del deserto, mentre una nobildonna portava un esemplare di gheppio.

Alla rievocazione storica, giunta alla quarta edizione ed intitolata "Nei giorni, nei luoghi, nelle vesti...", hanno partecipato anche il gruppo "Cappa e spada" dell'Archeoclub d'Italia, il corteo medievale degli "Amici di Ulisse" di Vicarello ed i gruppi storici unificati di Rosignano Marittimo, oltre ai musici e gli sbandieratori del comune di Guardistallo che nel pomeriggio hanno ancora dato spettacolo della loro abilità. Non sono mancati anche duelli all'arma bianca e danze: il tutto snodandosi da piazza Cavour per giungere sino in piazza Guerrazzi e dare vita ad una imponente sfilata conclusiva lungo la via Grande.

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