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Raccolta firme contro la mensa dei profughi in centro

Livorno in via dell’indipendenza alcuni residenti decidono di formare un comitato di quartiere: «Il centro della città va valorizzato»

LIVORNO. «Qui il razzismo non c’entra. Non vogliamo fare la fine di piazza della Repubblica, chiediamo più attenzione per il centro, che semmai dovrebbe essere il salotto buono della città». In via dell’Indipendenza un gruppo di residenti ha deciso di mobilitarsi dopo l’annuncio dell’apertura di una mensa per i profughi nei grandi spazi che fino a qualche tempo fa erano occupati da un supermercato.

Come abbiamo raccontato ieri, si tratta di una iniziativa privata: la società di Perassi che gestisce i centri di accoglienza degli ex hotel Gran Sasso e 4 Mori, ha preso in affitto i 500 metri quadri all’altezza del civico 57 di via dell’Indipendenza per realizzare una cucina, alcuni spazi di socializzazione e una sala mensa dove pranzeranno gli oltre cento richiedenti asilo che dormono nelle altre strutture. L’ingresso sarà da via Michon, l’apertura è prevista per Pasqua.

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A metterci la faccia oggi è una delle residenti della zona, Claudia Gilbo. «Stiamo formando un comitato di quartiere e partirà una raccolta firme», spiega. Perché? «Chiediamo che non venga aperto niente. E se aprirà questa mensa, vogliamo vedere dei progetti di inserimento seri, anche per gli stessi immigrati, perché non vengano semplicemente parcheggiati qui sotto mentre altri ci guadagnano». La residente ne fa una questione di sicurezza, ma anche di valorizzazione del centro. «Prima di tutto - dice - ci sentiamo presi in giro, perché negli ultimi giorni, quando abbiamo fatto domande agli operai, ci è stato risposto che sarebbe stato aperto un ristorante cinese».

«Qui sotto - riprende - stazioneranno persone che purtroppo non hanno un’occupazione giornaliera e dove c’è “noia” può subentrare la microdelinquenza. Non vogliamo fare la fine di piazza della Repubblica, non vogliamo che le nostre case vengano svalutate. Il centro andrebbe valorizzato, i salotti dovrebbero essere preservati: in via Michon sta facendo un investimento Cuccuini, qui dietro c’è via Ricasoli, ci sono tanti negozi che stanno aperti fino a tardi, invece di riqualificare...». «Nessuno - ripete - vuole creare dei ghetti, ma andrebbero scelte altre aree». La residente chiama in causa anche il Comune, «perché avrebbe dovuto comunque vigilare, oggi non può fare lo gnorri, sta al sindaco tutelarci». «Non siamo razzisti - ripete - anch’io sono stata accolta in questa città, l’ho scelta quando ho deciso di venire via dall’hinterland napoletano, ma abbiamo paura di come sarà gestita la struttura e temiamo che l’area faccia la fine di piazza della Repubblica».

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