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Ora Esselunga mette fretta a sindaco e M5S

Maggioni, numero due dell’azienda, arriva in municipio: «Abbiamo fatto il nostro, manca però la variante urbanistica». L'impegno di Nogarin: «Entro metà aprile l'adozione della pratica in consiglio comunale»

LIVORNO. «L’azienda vuole andare avanti, ma chiede di fare presto...». Valigetta in mano, occhiali sul naso, cravatta. La mattina di giovedì 16 è stato direttamente il vicepresidente di Esselunga, Giovanni Maggioni, a salire le scale del municipio per incontrare il sindaco Filippo Nogarin e fare il punto sull’operazione che trasformerà l’area ex Fiat, sul viale Petrarca, dove accanto al supermercato da 4mila metri quadri di area di vendita sono previsti un parco da 5mila metri e un mega parcheggio sotterraneo.

I vertici del gruppo della grande distribuzione sembrano un po’ spazientiti. Confermano tutto l’interesse a investire a Livorno, un’operazione per la quale si è battuto per anni - gli anni del governo della città da parte del centrosinistra - lo stesso patron Bernardo Caprotti, scomparso pochi mesi fa. Ma ripetono anche che l’azienda ha consegnato già da tempo al Comune tutte le carte che doveva, e che bisogna fare presto se non si vuol rischiare di vedere sfumare un investimento «da 30-40 milioni di euro».

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L’incontro. Il numero due di Esselunga è arrivato a Palazzo Civico insieme al progettista Roberto Canessa e all’architetto Francesco Felisio. Ad aspettarlo, intorno alle 11, ha trovato insieme al primo cittadino gran parte degli assessori che compongono la squadra di governo. La riunione è andata avanti per un paio d’ore. «Ci siamo incontrati per fare il punto della situazione», ha poi riferito Maggioni appena uscito dal palazzo: «Il punto è arrivare a presentare questa variante urbanistica al consiglio comunale. Noi tutto quello che avevamo da consegnare lo abbiamo già consegnato, come avete scritto».

Parole che ricalcano quanto dichiarato esattamente una settimana fa al Tirreno dal quartier generale dell’azienda. «Esselunga - avevano comunicato i vertici - ha da tempo fornito all'amministrazione comunale di Livorno ogni documento e dettaglio richiesti». E ancora: «La Regione Toscana sin dal 4 marzo del 2016 ha deliberato in conferenza di co-pianificazione, come previsto dalle attuali norme di legge, con fattibilità dell'operazione», ma «purtroppo tutto questo è per ora rimasto chiuso negli uffici comunali, né sappiamo quando la variante agli strumenti urbanistici approderà in consiglio comunale».

Ora il punto, come ci ha ripetuto il numero due, è proprio questo: quando il consiglio comunale inizierà a discutere la delicatissima variante urbanistica che serve per dare il via all’operazione?

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L'azienda di Caprotti spiega: "L'iter amministrativo va per le lunghe, la data di dicembre 2016 non è più proponibile". Il problema è che nella procedura burocratica, oltre all'ok al progetto, serve una variante al regolamento urbanistico per completare la destinazione commerciale

«Chiediamo di fare presto». Il vicepresidente parla di incontro positivo quando riferisce che sindaco e assessori un impegno ieri se lo sono preso: «Ci hanno assicurato che la variante urbanistica arriverà in consiglio comunale per l’adozione nel giro di poche settimane, speriamo che sia la volta buona». E subito dopo sottolinea: «Noi confermiamo l’impegno ad assumere 140 persone della zona, con un’attenzione ai giovani e ai disoccupati». L’azienda, insomma, vuole andare avanti. E conferma gli impegni presi sia sul fronte del personale che su quello della riqualificazione dell’area intorno al supermercato, annuendo anche quando il discorso cade sulla realizzazione di nuove rotatorie per migliorare la viabilità e sul completamento della pista ciclabile. Ma «chiediamo di fare presto», ripete in modo diplomatico e al tempo stesso con parole schiette Maggioni, perché «prima si fa e prima si porta tutto in fondo» e perché «altrimenti questi quattrini potrebbero finire altrove...». Come a dire: l’azienda ha in previsione anche altre operazioni e i soldi per l’investimento livornese («tra i 30 e 40 milioni di euro, pacchetto completo») non possono restare fermi in un cassetto in eterno.

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Nogarin: «Entro metà aprile l’adozione». E il sindaco che dice? «Come avevamo promesso a inizio anno - è il commento di Nogarin al termine dell’incontro - il piano di riqualificazione dell'area ex Fiat arriverà in giunta la settimana prossima e in commissione entro fine mese. Per l'adozione definitiva si andrà a metà aprile. Nel frattempo stiamo lavorando in sinergia con Esselunga per definire al meglio i contenuti della convenzione che sarà allegata al piano, in modo da massimizzare gli effetti positivi dell'intera operazione sulla città».

Il sindaco pentastellato - che ha riaperto il capitolo Esselunga appena eletto, quasi tre anni fa - si prende quindi un impegno preciso: portare la variante urbanistica in commissione entro la fine del mese e portarla in adozione in consiglio entro metà aprile. Quando però parla di «adozione definitiva» si dimentica di ricordare che dopo l’adozione servirà ancora una lunga serie di passaggi previsti dalla legge (pubblicazione, osservazioni, controdeduzioni...) perché la variante possa tornare in consiglio ed essere definitivamente approvata. Un passaggio delicato, viste le caratteristiche di questa pratica, che complessivamente potrebbe richiedere anche sei mesi. Mentre per fare i lavori sul viale Petrarca serviranno «non meno di diciotto mesi», come hanno ricordato i vertici di Esselunga. Quindi si arriverà comunque al 2019.

In ballo anche 18 case. Ma intanto cosa ha intenzione di fare Esselunga dei 18 appartamenti di sua proprietà già pronti ma ancora chiusi di fronte al futuro supermercato, tra il viale Petrarca e via Ferraris? I vertici parlando di social housing. L’operazione, risponde il manager, prevede di metterli a disposizione a canone vantaggioso del Comune, che a sua volta sceglie a chi darle. I tempi? «Sono legati a tutto il pacchetto...».

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