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Morte in corsia, ecco la perizia sul telefono della Bonino

Livorno, il perito del giudice ha depositato il cd con foto, chat e chiamate dell’infermiera. L’avvocata: «Nessuna valenza giuridica»

LIVORNO. Otto anni di foto private, chat con amiche e colleghe, chiamate inviate e ricevute e messaggi privati contenuti nel telefono cellulare di Fausta Bonino, l’infermiera indagata per la morte sospette di quattordici pazienti, tra il 2014 e il 2015, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Villamarina di Piombino.

C’è tutto questo materiale nel cd depositato nei giorni scorsi in Tribunale dal perito nominato dal giudice per le indagini preliminari Fabrizio Nicoletti nel corso dell’incidente probatorio chiesto dalla Procura per verificare eventuali nuove prove a carico dell’infermiera. Nella mattina di mercoledì 15 marzo nell’aula gip del palazzo di Giustizia si è svolta la quarta udienza, l’ultima che riguardava la copia forense della memoria del telefono cellulare dell’indagata, arrestata dai carabinieri del Nas il 30 marzo dello scorso anno e scarcerata ventuno giorni più tardi.

«Da una prima verifica - spiega l’avvocata Cesarina Barghini - si tratta di materiale che non ha alcuna valenza giuridica. Abbiamo già effettuato alcune ricerche inserendo parole chiave come “eparina” e i nomi dei quattordici defunti e non sono emersi riscontri a parte le conversazioni tra la Bonino e le colleghe che discutono riguardo all’inchiesta dei carabinieri».

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Ora toccherà al pubblico ministero Massino Mannucci, titolare del fascicolo, esaminare lo stesso materiale e verificare se all’interno vi siano a suo avviso elementi probatori rilevanti. Sicuramente molto di più rispetto al futuro processuale dell’indagine lo diranno i risultati della seconda parte degli accertamenti, quelli che riguardano le analisi sulle sei salme riesumate (otto dei quattordici morti sono stati cremati) e sulle quali sono in corso gli accertamenti per verificare la presenza di eparina o altri farmaci scoagulanti. Difficile, al momento, fare previsioni sui tempi visto che si tratta di analisi di laboratorio molto delicate.

«La mia speranza - ha detto la Bonino al termine dell’udienza - è che questa storia finisca il prima possibile». L’unica cosa certa è che appena i periti del giudice depositeranno le loro conclusioni la Procura chiuderà le indagini e deciderà come proseguire questa delicatissima indagine.

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