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Sospesa dal lavoro per aver messo un “mi piace” su Fb

Provvedimento di 5 giorni nei confronti di una dipendente che aveva condiviso la protesta di Asia Usb contro il ristorante Porca Vacca

LIVORNO. Una sospensione di cinque giorni dal lavoro per un "mi piace" su Facebook. È bastato un like messo a un post pubblicato dal sindacato Asia Usb per ricevere una lettera di contestazione e il conseguente allontanamento, a una donna che lavora a "Porca Vacca", il ristorante aperto in piazza Mazzini nel giugno 2015.

Tutto è iniziato il 12 gennaio scorso quando alcuni militanti del sindacato Asia Usb si sono presentati fuori dal locale. «Abbiamo ricevuto delle segnalazioni - ha spiegato Giovanni Ceraolo - di persone che lavorano a Porca Vacca e perciò abbiamo fatto un presidio lì davanti per denunciare i problemi dei dipendenti. Si parla di mancato riconoscimento dei livelli, che genera una differenza di pagamento notevole, di demansionamento e del non riconoscimento degli straordinari, che spesso non vengono retribuiti. Inoltre sappiamo che i lavoratori ricevono diverse pressioni di vario genere e che i sindacati non sono ben visti. Due ex dipendenti di Porca Vacca sono iscritti ad Asia Usb e siamo in causa con l'azienda, perciò sappiamo cosa accade».

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Poi, sulla pagina Facebook del sindacato, sono state pubblicate tre foto che ritraevano gli iscritti fuori dal ristorante. "Schiavi mai! Presidio in sostegno dei lavoratori di "Porca Vacca" a #Livorno Contro sfruttamento e precarietà" era scritto nella didascalia della foto. A questo post, che ieri contava nove like, ha messo "mi piace" anche una dipendente del locale e a questo apprezzamento è seguita una sospensione di cinque giorni.

«Nella lettera di segnalazione le veniva contestato di essere stata lei ad aver informato il sindacato della situazione e delle cose scritte sui volantini. E quel "mi piace" era la dimostrazione della loro tesi», spiegano dal sindacato.

In seguito alla lettera, la dipendente si è recata alla sede centrale di Grosseto per difendersi in compagnia di un rappresentante sindacale della Cgil. «Come dimostra questo fatto - conclude Ceraolo -, la dipendente non è neanche una nostra iscritta. Noi non la conoscevamo, ma a maggior ragione abbiamo voluto denunciare la cosa, perché è giusto che venga tutelata. Siamo noi, e non lei, ad averla segnalata su Facebook».

A rispondere alle accuse del sindacato è la stessa azienda, per bocca dell'amministratore Alessandro Croci. «Un conto - ha detto - è essere d'accordo e aderire alle manifestazioni sindacali in generale. Un altro è sostenere qualcosa di falso, che dà un'immagine fuorviante della realtà e che crea un danno al proprio posto di lavoro».

Il dirigente di Porca Vacca ha poi dato la propria versione dei fatti. «Il 12 gennaio abbiamo ricevuto una manifestazione dell'Asia Usb fuori dal nostro ristorante, senza aver avuto un preavviso. Hanno distribuito alcuni volantini che dicevano cose false e lesive nei confronti della nostra azienda. In seguito alla loro azione, abbiamo presentato un esposto denuncia alla procura perché il sindacato, raccontando bugie, ci ha recato un grosso danno. Qualche giorno dopo, abbiamo saputo che una nostra dipendente aveva messo un like al post dell'Asia Usb e le abbiamo chiesto dei chiarimenti. Lei ci ha spiegato di essere solidale con quanto scritto e, poiché quelle erano cose false, per tutelare la nostra azienda abbiamo provveduto con la sospensione. Una persona che lavora qui dentro non può mettere "mi piace" a una notizia falsa e inopportuna. Noi siamo un'azienda giovane, che dà lavoro e offre opportunità a tutti, soprattutto ai giovani. Paghiamo regolarmente, siamo trasparenti e affidabili. La chiarezza è il nostro marchio di fabbrica. Non va bene che la nostra azienda sia attaccata così per cose non vere».
 

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