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Uccisa da un’auto a 17 anni: testimonierà l’amica ferita

Livorno, la richiesta del pm Rosa al giudice per approfondire le circostanze dell’incidente. Dopo il rifiuto del patteggiamento, ok al rito abbreviato per il conducente

LIVORNO. Testimonierà il suo dolore, lo choc di quella notte, il dramma che ormai da un anno e mezzo ha un posto fisso nella sua mente. Ma i ricordi di Veronica Piermaria, 19 anni appena compiuti, potrebbero essere molto importanti ai fini del processo per l’omicidio colposo della sua amica Sara Milo, la ragazza di 17 anni investita mortalmente da un’Alfa Romeo 147 nel luglio 2015 a Castagneto Carducci. Alla guida di quell’auto c’era Lorenzo Pacchini, di Donoratico, 38 anni, risultato positivo all’alcoltest a cui lo avevano sottoposto i carabinieri. Veronica e Sara, entrambe studentesse fiorentine, erano molto amiche. E non è un caso che quell’estate fossero insieme in vacanza sulla costa livornese. E non è un caso neanche che quella sera camminassero vicine, a bordo strada, a pochi passi dal Cavallino Matto: Veronica davanti, Sara appena dietro.

Erano con un gruppo di amici. Tutti in fila indiana, sulla parte destra della carreggiata, in direzione lato monte. L’auto li ha travolti. «C’era chi piangeva, chi si lamentava per il dolore. Sara era a terra, non si muoveva», aveva raccontato un testimone. La 17enne non ha avuto scampo. Veronica invece s’è salvata, ma è rimasta gravemente ferita. E anche per questo nelle prime fasi del processo non era stata chiamata come testimone.

Mercoledì 15 febbraio in tribunale a Livorno, nel corso dell’udienza che si è tenuta davanti alla giudice Beatrice Dani, l’avvocata di Pacchini, Patrizia Fulceri, ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato per il suo assistito (procedimento che permette la riduzione di un terzo della pena). Ricordiamo che nelle precedenti udienze, il giudice aveva respinto il patteggiamento (1 anni e dieci mesi), ritenendo la pena concordata non adeguata rispetto alla gravità dei fatti. Contestualmente, il pubblico ministero Daniele Rosa ha chiesto che nel processo venga ascoltata, come controprova, la testimonianza di Veronica Piermaria sulle circostanze dell’incidente. Una richiesta, accolta dalla giudice, che ha trovato il sostegno anche dell’avvocato della famiglia Milo, Gianmarco Cesari, legale dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, Aifvs.

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È stata invece esclusa dal processo l’assicurazione Cattolica dell’automobilista in qualità di responsabile civile (come previsto dall’articolo 87 del codice di procedura penale). La giudice Dani ha invece accolto, ritenendola rilevante la relazione, del perito dell’assicurazione in cui viene evidenziato, tra l’altro, che il gruppo di giovani camminava nello stesso senso di marcia della vettura, al contrario di quanto previsto dal codice, secondo il quale invece bisogna procedere in senso inverso. «Questo è un particolare di poco conto - precisa Cesari - perché i ragazzi erano ben visibili, pur camminando nello stesso senso di marcia dell’auto». Il legale della famiglia Milo ha anche chiesto che nel corso del processo venga messo a disposizione il fascicolo fotografico a colori dell’incidente: «Allegate alle carte ci sono solo fotocopie in bianco e nero - spiega Cesari - È importante invece visionare le foto a colori per l’accertamento della verità e, in particolare, per capire meglio dove i pedoni camminavano e le condizioni della strada».

Quella sera Lorenzo Pacchini, sottoposto ad alcol test dai carabinieri di Donoratico, era risultato positivo con valori di circa a tre volte il consentito. Ieri il 38enne non era presente in udienza. Dal giorno dell’incidente, come evidenzia chi lo conosce, la sua vita è cambiata e il giovane, consapevole dello sbaglio, è tuttora sconvolto.

Devastati dal dolore i genitori di Sara, anche loro ieri assenti dal tribunale. I coniugi, Sergio Milo e Manuela Carapelli, provano ad andare avanti dedicandosi ad attività benefiche, sportive e culturali dedicate alla figlia. Sara viveva con la famiglia a Firenze, dove frequentava l’indirizzo socio-pedagogico dell’istituto Galileo Galilei. Quei giorni a Marina di Donoratico dovevano essere momenti di svago con gli amici dopo un anno di impegno. La prossima udienza è stata fissata a maggio.

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