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Controlli sul lungomare, abusi: controlli a tappeto alle baracchine

Livorno, i bar del lungomare ancora sotto la lente di polizia municipale e uffici comunali, stavolta nel mirino ci finisce l’Alpe

LIVORNO. Continuano i controlli dei vigili urbani e degli uffici comunali alle baracchine del lungomare. Nel mirino è finito negli ultimi giorni il bar Alpe, che tra l’altro ha alzato non molto tempo fa - dietro autorizzazione del Comune - una grande “pergotenda” davanti all’entrata del bar, all’interno della quale permettere ai clienti di sedersi anche d’inverno in un ambiente elegante riscaldato dalle stufe.

Già nei mesi scorsi, una dopo l’altra, tutte le baracchine del lungomare, dal Cantiere ad Antignano, erano state passate al setaccio da un maxi controllo congiunto di vigili urbani, polizia edilizia e commerciale ed ufficio tributi. Un mese di verifiche serrate finite con ben 16 sanzioni, 43 procedimenti aperti e addirittura tre casi di abuso edilizio segnalati alla procura. Evidentemente le verifiche a tappeto non sono ancora terminate se è vero che venerdì sarebbe partito un severo provvedimento (si parla di un sequestro) nei confronti dell’Alpe che la polizia municipale però, a quanto risulta, non avrebbe ancora notificato ai titolari della baracchina.

La scorsa estate, quando iniziarono i controlli, il caso più eclatante fu quello che vide coinvolta la baracchina delle granite e dello yogurt gelato, Grattachecca, sul viale Italia, l’ex apino giallo delle granite, che da 10 anni ha lasciato le ruote per piazzarsi come un chiosco sul lungomare, a cui fu contestato l’abuso edilizio in una “zona sottoposta a vincoli paesaggistici perché vicina al mare e da un punto di vista edilizio quella baracchina presenta opere fatte in assenza di permessi”, spiegarono i vigili.

Altre situazioni problematiche, sotto questo profilo, furono riscontrate in zona Tre Ponti. Anche in questi casi la storia è la stessa: si parlava di strutture realizzate senza i dovuti permessi.

Ma la maggior parte delle infrazioni riguardarono quella che tecnicamente si chiama occupazione abusiva di suolo pubblico. In soldoni significa che i locali si “espandono” a loro discrezione con tavoli e sedie, aumentando la superficie di vendita. Metri quadri extra

per cui i commercianti non hanno versato un euro nelle casse comunali. Una irregolarità che prevede una sanzione di 170 euro, la segnalazione all’Ufficio Tributi per l’applicazione dell’imposta non pagata e un’ordinanza in cui si obbliga la baracchina a rientrare nella metratura autorizzata.

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