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Allarme dei medici, sempre meno bambini vaccinati in città

Livorno, crollano trivalente ed esavalente, il primario Barbieri: «Trend preoccupante, ogni anno 200 neonati protetti in meno»

LIVORNO. Negli ultimi tre anni le vaccinazioni dei bambini in città sono scese sotto la soglia di sicurezza. A lanciare l’allarme è Alessandro Barbieri, responsabile dell’unità operativa igiene, sanità pubblica e nutrizione dell’ex Asl 6. Tra i 1500 nuovi nati a Livorno nel 2011, nei primi due anni di vita 90 bimbi non sono stati sottoposti al vaccino trivalente, quello che ripara da morbillo, rosolia e orecchioni. Oggi quel numero - tra i nati nel 2014 - è cresciuto fino a 200. Più del doppio. Un calo netto si è registrato anche per l’esavalente, vaccinazione che difende da malattie ancor più gravi (difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, emofilo influenzale): in quel caso - vista anche l’obbligatorietà - si partiva da un dato di vaccinati ben più alto, 1470 su 1500. Ma ora quei 30 bimbi che tra il 2011 e il 2013 non venivano protetti sono triplicati e sono arrivati a 90, un aumento del 200%.

La situazione è in peggioramento, perché il numero dei cosiddetti suscettibili alle malattie - cioè le persone non vaccinate - cresce anno dopo anno: «In questo modo si crea un numero di persone non protette sempre più alto e ciò comporta il rischio che si ripresenti una malattia non scomparsa», sottolinea Barbieri.

Va detto che il dato livornese - soprattutto per quanto riguarda l’esavalente - è in linea con quello del resto della provincia e non così distante dai territori circostanti. Non è un caso, d’altra parte, che l’allarme sul rischio di ritorno di polio e difterite sia stato lanciato nei giorni scorsi da Walter Ricciardi, presidente dell’istituto superiore di Sanità: «I batteri circolano - ha spiegato Ricciardi - ed essendoci migliaia di bambini non protetti contro poliomielite, difterite, tetano, morbillo, parotite, rosolia è ovvio che ci saranno, oltre ai casi che noi normalmente conosciamo, nuove infezioni. La polio, eradicata in Italia, è presente al di là dell’Adriatico. Con la circolazione di persone e la scarsa copertura vaccinale il pericolo è evidente». Come abbiamo visto dai numeri la situazione a Livorno inizia a essere preoccupante soprattutto per quanto riguarda il trivalente. E lo conferma il fatto, ad esempio, che dopo alcuni anni in cui non si registravano casi di morbillo, quest’anno siamo già a quota due, ricorda Barbieri.

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MORBILLO AL MINIMO STORICO DELLE VACCINAZIONI. In città il vaccino trivalente oggi è arrivato al minimo storico: i bambini protetti sono l’86-87%. «C’è quasi un 15% di genitori che decidono di non vaccinare i propri figli - sottolinea Barbieri -. Significa circa 200 bambini ogni anno che sono a rischio di ammalarsi di morbillo, rosolia e parotite, a cui si aggiunge dal 2014 anche la varicella». «E’ una scelta preoccupante - continua il responsabile dell’Asl -. Il morbillo è quello che dal punto di vista delle sequele ha gli effetti più gravi: in particolare può causare encefaliti e broncopolmoniti. E può essere addirittura mortale».

Ma un tempo l’immunità ci si faceva prendendo la malattia, è l’obiezione di molti genitori che oggi decidono di non vaccinare i propri figli. «Chi dice questo, non parla di quanti bambini in quegli anni hanno poi avuto encefaliti o polmoniti», replica Barbieri. «Senza considerare - aggiunge - che tutte le malattie infettive sono a rischio, dunque anche parotite, varicella e rosolia, quest’ultima molto problematica se viene contratta da una donna durante il periodo di gravidanza».

Il rischio è per chi non si vaccina ma anche quello del contagio di chi non può vaccinarsi. «I bambini che hanno forme tumorali, ad esempio, sono molto esposti alle malattie di tipo infettivo - spiega Barbieri -. Quando risolvono il loro problema fanno una vita normale, ma esporsi ad una possibilità di contagio da parte di chi non si è vaccinato per loro può essere molto pericoloso».

CROLLO DELL’ANTIPOLIO. L’esavalente in città ha ancora numeri alti. Ma il calo è stato eclatante: «Eravamo intorno al 98% dei bambini vaccinati, ora siamo tra il 94 e il 95%», spiega Barbieri. L’effetto gregge, vale a dire la protezione dovuta al fatto che il microrganismo non riesce a infettare molte persone perché immunizzate, si ottiene con una copertura vaccinale almeno del 95%. Dunque siamo poco sotto il range di sicurezza. «Ma è il trend che preoccupa - riflette il responsabile dell’Asl - insieme al numero crescente dei suscettibili: se ampliamo il raggio alla provincia, da Livorno a Piombino ci sono centinaia di bambini che ogni anno non vengono vaccinati, in pochi anni si tratta di migliaia di persone».

DISINFORMAZIONE DELETERIA. Il calo dei vaccini è un problema di livello nazionale e addirittura internazionale: «La diminuzione dei livelli di coperture è in atto in tutto il mondo più evoluto», continua Barbieri.

I motivi sono principalmente legati ad «una paura verso gli effetti dei vaccini, paura immotivata, che è stata cavalcata da esponenti antivaccinazioni e da campagne mediatiche basate su informazioni sbagliate: quando si legge ad esempio che il vaccino del morbillo provoca l’autismo ci troviamo davanti a una informazione nefasta sui genitori. E’ chiaro che essi decidono sempre per il bene dei figli, ma in questo caso lo fanno basandosi sulla paura e su informazioni errate. A questo proposito è importante ad esempio che si sappia che il medico inglese che ha diffuso questa informazione aveva taroccato i suoi dati ed è stato radiato dall’ordine. Anche se ormai il messaggio falso è passato».

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