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«Kyra deve andare a scuola con Mario». E il web si mobilita

Bartoli vuole riprendere gli studi al serale ma non può separarsi dall’amica a 4 zampe con la quale aiuta gli altri in nome del figlio morto

LIVORNO. Kyra a scuola ci va già, con il suo grembiulino rosa dal quale sbuca il muso tenerissimo, va a fare pet therapy ai bambini con qualche problema ma anche a insegnare a tutti i piccoli alunni come ci si rapporta a un animale. Il suo amico a due zampe (lui odia definrsi "padrone") Mario Bartoli invece a scuola ci vuole andare, ha interrotto gli studi a 15 anni e ora vorrebbe prendere la licenza media. Ma ci vuole andare con Kyra. Kyra, una cagna speciale con brevetti e attestati che vive in simbiosi con lui: insieme, da quando a Mario è morto il giovanissimo figlio Christian, hanno costruito un percorso fatto di impegno sociale, beneficenza, aiuto ai più deboli. «Kyra non è un cane qalunque - spiega Mario - . E' amore puro,l'amore che ha lasciato Christian perché venisse messo a disposizione di tutti». Inseparabili (insieme sono andati anche in tv) ora Kira e Mario rischiano di dover fare a meno per qualche ora al giorno l'uno dell'altra. Perché Mario si è iscritto alle scuole serali e ha chiesto di poter portare con sé Kira, ma pare che non sia possibile.E allora ha lanciato un appello via Facebook a «chiunque in qualche maniera possa aiutarmi nel realizzare il mio desiderio».Il risultato sono state decine di post solidali e una petizione lanciata da una sua amica su change.org.

«A 15 anni dovetti interrompere gli studi per andare a lavorare e così facendo non presi nemmeno la licenza media. E' passato tanto tempo da quel giorno e la vicinanza di Kyra mi ha cambiato totalmente la vita, portandomi con il tempo a desiderare addirittura di riprendere gli studi, e perciò mi sono iscritto alle "Scuole serali" credendo appunto che come dice il termine "Serali" le lezioni si svolgessero nelle ore dopo-cena, orario che m'avrebbe permesso di lasciare la mia Kyra con l'unica persona,  oltre a me, con la quale  lei (anche se solo per poche ore ) accetta di stare, cioè mia moglie Silvia». Invece le lezioni si svolgono di pomeriggio dalle 15 alle 18. «In quelle ore mia moglie Silvia lavora, ed allora siccome nella mia città non esistono altre "Scuole Serali" a quel punto mi rimangoo solo due scelte: o rinuncio al mio desiderio di riprendere gli studi, oppure, se voglio realizzare il mio desiderio, devo portare Kyra con me in classe. Lei non è mai stata da sola…».

Mario si è rivolto al preside dell'"Orlando" per chiedergli di portare Kyra con sé durate l'orario delle lezioni. "Ho cercato di spiegare al preside quello che Kyra è per me, e quello che Kyra rappresenta ormai per tantissime persone, ho raccontato al preside il suo impegno nel sociale, ho raccontato dei tanti momenti di felicità che lei riesce a donare a persone anziane, ormai prede della loro solitudine. Ho raccontato della felicità che lei dona ai tanti bambini delle scuole materne, che quando vedono Kyra è come se vedessero il loro giocattolo più ambito».

Naturalmente Mario Bartoli ha spiegato al preside che ormai chiunque vede in Kyra l'emblema dell'amore, «perché per tanti lei è il proseguo di una storia meravigliosa, nata molti anni fa quando il suo "Padroncino Christian" che lei non ha mai conosciuto volò in cielo donando la vita a dei ragazzi. La presenza di Kyra accanto a me durante le lezioni sarebbe un grande messaggio costruttivo, perché vorrebbe dire che se dispensi amore ogni traguardo può essere raggiunto, anche il più impensabile». Il preside, pur essendo un amante dei cani, non si è potuto prendere questa responsabilità: e ha detto a Bartoli che il problema più grande è quello di creare un precedente, si è riservato di parlane con gli organi competenti, «ma credo che sia un modo gentile per dire no al mio desiderio, non credo

di creare un precedente perché sarà molto difficile che troveranno un altro "Pazzo" che possa raccontargli una storia così meravigliosa - conclude Bartoli - . Ma io continuo a provarci: credo che se ottenessi questo permesso, farebbe capire a tanti quanto immenso amore può donare un cane».

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