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Gatta uccisa a colpi di carabina in un giardino a Quercianella

La proprietaria denuncia: «Di certo è stato qualcuno che abita nelle vicinanze, la radiografia del veterinario mostra che il pallino le ha perforato un polmone»

LIVORNO. Un pallino, sparato probabilmente da un’arma ad aria compressa, le ha trafitto il cuore, dopo averle trapassato un polmone. È morta così domenica sera Trudy, una gattina di quattro anni e mezzo, che era stata ferita nel pomeriggio a Quercianella dalla mano di uno sconsiderato, mentre probabilmente stava curiosando in qualche giardino vicino. «Non è giusto che si spari a una gattina inerme, come si fa? Che male può fare?», racconta con la voce rotta dal dispiacere la signora Gemma Fagnani, che aveva ospitato Trudy a casa sua da qualche giorno perché suo figlio, che ne è il proprietario, era andato in vacanza con la famiglia.

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«Mi avevano lasciato Trudy a casa mia a Quercianella, come fanno sempre quando partono - prosegue Gemma - così può giocare con la mia gatta che ha la sua stessa età». Entrambe le gattine erano state salvate quattro anni fa dalla figlia della signora Fagnani, che le aveva raccolte per strada appena nate. Erano abituate a giocare insieme, una bianca, Trudy, e l’altra tigrata, Emma, e spesso insieme uscivano libere per i giardini di Quercianella, a giocare con gli altri gatti della zona. Domenica pomeriggio però Trudy è uscita da sola, e quando è rientrata purtroppo qualcuno le aveva sparato, forse per un folle gioco o semplicemente per pura crudeltà, ferendola mortalmente. La gattina, dopo essere stata colpita dal proiettile ha cercato coraggiosamente di arrivare a casa trascinandosi per chissà quanto nonostante la ferita e il pallino di piombo che le si era conficcato nel polmone. «Andavano in giro liberamente, ma non si allontanavano molto da casa.

La radiografia eseguita dal veterinario
La radiografia eseguita dal veterinario

Chi ha sparato sta sicuramente nelle vicinanze di casa nostra», spiega la donna che abita nel condominio di fronte al sottopasso della ferrovia in via De Amicis. Trudy dunque ha fatto appena in tempo a rientrare dallo sportellino della porta di ingresso dell’abitazione dei Fagnani, prima di accasciarsi sul tappetino del bagno. Lì, stesa a terra, l’ha trovata esanime il marito della signora Gemma appena rientrato. Non vedendola l’uomo aveva provato a chiamare per nome la gattina e a quel punto ha sentito un miagolio sommesso provenire dal bagno. Quando è entrato nella stanza ha visto l’animale sdraiato a terra che respirava a fatica con del sangue che le colava dalla bocca. Quindi ha chiesto aiuto al vicino, che intanto aveva subito chiamato dicendogli che la gatta stava male. A quel punto i due uomini hanno avvolto Trudy in un asciugamano e l’hanno riposta nel cesto. Mentre stavano uscendo per portarla dal veterinario, un’altra condomina del piano di sopra, che intanto era scesa allarmata per l’accaduto, si è accorta che l’animale aveva un buco su un fianco.

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Allora hanno avvisato subito il veterinario e sono corsi al suo ambulatorio a San Marco. Appena arrivati in ambulatorio il veterinario, si è accorto che le condizioni di Trudy erano molto gravi e le ha somministrato dell’ossigeno, perché continuava a respirare con difficoltà, poi ha fatto subito una radiografia. Dalla lastra è emerso con chiarezza che il pallino le aveva perforato un polmone raggiungendo il cuore. «Appena ho saputo, ho raggiunto mio marito direttamente all’ambulatorio - racconta ancora la donna - perché ero rimasta al mare». I due coniugi hanno deciso comunque di provare a salvare la gattina e si sono diretti al dipartimento di scienze veterinarie dell’università di Pisa a San Piero a Grado. Nonostante le condizioni disperate i veterinari hanno deciso di provare a operarla. Purtoppo, alle 23.30, un’assistente è uscita dalla sala, dicendo che Trudy non ce l’aveva fatta. Ieri è stata effettuata l’autopsia, anche per recuperare il pallino e sperare così di poter risalire all’arma e a chi ha sparato. «Oggi andremo a fare la denuncia ai carabinieri».

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