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L'ippodromo Caprilli chiuso e invaso da tonnellate di letame - Le foto

La situazione igienica è drammatica, da mesi non vengono smaltiti gli escrementi di 40 cavalli. «Intervenga l’Asl»

LIVORNO. L’ippodromo si sta trasformando in un rattodromo. Chi bazzica il Caprilli racconta che i topi ormai siano molti di più dei 40 cavalli che ancora alloggiano nelle scuderie di via dei Pensieri. E la situazione ora rischia di assumere connotati seri dal punto di vista dell’igiene pubblica.

E’ una delle conseguenze del fallimento della Labronica Corse Cavalli che ha portato anche all’annullamento della stagione ippica 2016 e all’abbandono di fatto dello storico impianto. La struttura - che è di proprietà del Comune ma si trova nelle mani del curatore - affonda ormai nel degrado assoluto. «La situazione ha raggiunto un livello emergenziale dal punto di vista dell’incolumità sanitaria», denuncia l’ex direttore del Caprilli Paolo De Santi.

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Il problema è legato soprattutto al letame che si sta accumulando nei piazzali davanti alle stalle e agli uffici sul lato via dei Pensieri, a poche decine di metri dalle abitazioni. Le foto scattate dal nostro Repetti raccontano meglio di qualunque parola: montagne di escrementi misti a paglia stanno crescendo giorno dopo giorno. E sono diventate rifugio ideale di mosche e topi. Col caldo dell’estate poi l’odore si fa in certi momenti della giornata nauseabondo.

L’ultima visita dell’Asl, riferisce chi lavora ancora al Caprilli, risale a marzo, quando la struttura era seguita da Livorno Galoppo. Ma da allora la situazione è degenerata. «Da maggio il letame non è più stato rimosso», raccontano alcuni stallieri. «L’Asl venga a vedere».

Intanto, a quanto risulta al Tirreno il Comune avrebbe chiesto al curatore di rientrare nella disponibilità del bene e proprio venerdì scorso il comitato dei creditori si è riunito dando l’ok. Il via libera tuttavia spetterà al giudice fallimentare. L’obiettivo sarebbe quello di tentare un ultimo approccio con Alfea per provare a organizzare magari la stagione invernale. Ma è chiaro che la priorità - a prescindere da cosa deciderà il giudice e dalle corse - a questo punto è la questione igienica e sanitaria.

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