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Il romanzo di Cecchini,  scrittore e prof del Vespucci vola in America

Livorno. "Per il bene che ti voglio", storia di un emigrante che negli anni Trenta sogna la mecca del cinema applaudito in Canada e a San Francisco

LIVORNO. Il pubblico di oltreoceano ha accolto con entusiasmo il libro "Per il bene che ti voglio" (Edizioni Erasmo), di Michele Cecchini, che, lo scorso mese, è volato in Canada e negli Stati Uniti dove ha tenuto diverse presentazioni: a Toronto, al Dipartimento di Studi di Italiano, a San Francisco, all'Istituto Italiano di Cultura, alla "The Leonardo da Vinci Society" (associazione di donne italiane che vivono all'estero e che si occupano di attività culturali), e a Palo Alto, alla "Palo Alto Adult School"(corso frequentato da americani che studiano italiano a livello avanzato). "All'Università di Toronto - spiega lo scrittore lucchese Michele Cecchini che lavora a Livorno dove insegna lettere al Vespucci - si è parlato di "italiese", ibrido linguistico tra italiano inglese.

La presentazione ha suscitato interesse per gli episodi che racconto nel libro, per le ambientazioni, la Garfagnana, volevano conoscere la storia del lago di Vagli". Il protagonista di "Per il bene che ti voglio" è Antonio Bevilacqua, che negli anni Trenta lascia il suo paese in Garfagnana per andare negli Stati Uniti, deciso a intraprendere la carriera di attore nel circuito dei teatri off-Broadway di San Francisco. Qui entra in contatto con l'ambiente artistico raccolto anche attorno alla figura di Lawrence Ferlinghetti. Per un periodo Antonio si trasferisce a Hollywood, dove viene scritturato in un film di Chaplin come "controfigura schematica". Sembra avere trovato la sua "Merica" nel "muvinpicce": espressione storpiata dall'inglese "moving pictures", con cui Antonio indica il cinema. Antonio parla infatti una strana lingua, l'italiese, una combinazione di italiano e inglese, strumento di integrazione in una realtà diversa da quella di provenienza. "Alla presentazione all'Istituto Italiano di Cultura, nel cuore di San Francisco - aggiunge Cecchini - ha partecipato tanta gente, era presente la casa editrice, con l'editore, c'è stato il coinvolgimento di diverse associazioni. Una cosa bella, partecipata".

Michele Cecchini (il secondo da...
Michele Cecchini (il secondo da sinistra) alla libreria City Lights di San Francisco

La presentazione del libro all'Istituto Italiano di Cultura nel centro di San Francisco, sulla Van Ness Avenue, è stata l'occasione per Cecchini di fare un tour guidato alla City Lights - casa editrice fondata da Lawrence Ferlinghetti - insieme al responsabile della libreria, da cui è stato accolto e che ha preso il libro. Con loro, anche Gigliola Cognetta, di Edizioni Erasmo. "Una bellissima esperienza, una grande soddisfazione - spiega Cognetta. Il direttore della City Lights ci ha fatto molti complimenti, è stato disponibile, ci ha raccontato la storia della libreria". Lo scrittore, inoltre, è stato intervistato da una giornalista della rivista "L'Italo americano", che nella didascalia alla foto dell'articolo - foto che ritrae Cecchini mentre firma una copia - ha riportato che "Michele Cecchini firma un libro per Lawrence Ferlinghetti", che la giornalista conosce e che ha detto avrebbe fatto recapitare una copia proprio al poeta statunitense. "L'incontro alla "Leonardo da Vinci Society" è stata una chiacchierata ristretta, ma molto carina - aggiunge Cecchini. L'iniziativa si chiamava "Un tè con l'autore": abbiamo parlato in italiano, c'erano infatti persone di origine italiana. Mi sono reso conto della quantità enorme di italiani che vivono a Toronto e a San Francisco e del credito che non si è ancora esaurito della lingua e della cultura italiana". Esperienza divertente quella a Palo Alto.

"Gli allievi del corso - continua Cecchini - si sono sentiti molto coinvolti, abbiamo fatto un gioco sull'italiese, mi sono state rivolte tante domande: sul riferimento autobiografico, Ferlinghetti, sull'italiese". Le copie del libro portare in viaggio sono andate a ruba. "Un'esperienza bellissima - conclude l'autore. Sono stato accolto bene, una soddisfazione. Sono contento per Erasmo, un piccolo contributo che contribuisce a farla crescere".

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