Quotidiani locali

Ragazzo autistico escluso dalla gita della scuola, scatta la solidarietà sul web

L'episodio denunciato sulla pagina Facebook dell'associazione Autismo Livorno onlus: la famiglia non era stata avvertita, lui è arrivato in classe e l’ha trovata vuota. La solidarietà nel tam tam via web: tanti post con il cartello “Io sono Giulio”

LIVORNO.  «Mi chiamo Giulio, ho 14 anni, sono affetto da autismo, ma sono anche "altro"! La mia classe oggi è in gita, io no!». Inizia così il post condiviso sulla pagina Facebook dell'associazione Autismo Livorno onlus: racconta quel che è accaduto a un ragazzo autistico che si è visto negare nei fatti una gita con i compagni che come lui frequentano una scuola dell’obbligo della nostra città.

Poco più tardi, dal pomeriggio di martedì 12, sui social network è rimbalzata la solidarietà con Giulio con una immagine efficace: un susseguirsi di persone che hanno postato la propria immagine mentre mostrano un cartello con la scritta “Io sono Giulio”: un modo semplice, diretto, immediato per far sentire alla famiglia di Giulio la propria vicinanza. Ma anche per affermare una battaglia di civiltà in favore dell'integrazione, a cominciare da quella fra i banchi di scuola.

«Nessuno ha avvertito la mia famiglia, quindi... sono andato a scuola e mi sono trovato da solo»: continua in questo modo il post con cui viene denunciato l’episodio. Dunque, non si tratta solo di una esclusione ma di un no improvviso con cui Giulio e la famiglia sono costretti a fare i conti di punto in bianco. E per questo, inutile dirlo, brucia il doppio.

«Peccato – si sottolinea via Facebook – mi sarebbe piaciuto molto passare una giornata all'aria aperta, in pullman, mi piace molto il pullman. Però “qualcuno” ha ritenuto che non era adatta a me questa giornata». Poi la sottolineatura: «Ci sono rimasto molto male ma non potendo esprirmi a parole sembra che a quel “qualcuno” non importi».

L’ultima frase è una frecciata sotto il segno di una amara ironia: «Che faccio, ringrazio “qualcuno” per avermi risparmiato da una serie di emozioni bellissime che avrei potuto provare, oggi, in gita con i miei compagni all'aria aperta?».

Numerosissimi i commenti via social. In calce all’ “Io sono Giulio” postato dal consigliere regionale Francesco Gazzetti, è un insegnante e psicopedagogista assai noto come Lamberto Giannini a segnalare che non si tratta di un fatto episodico isolato: «Succede di frequente in tante scuole». Con una precisazione: nessuna intenzione di minimizzare né di giustificare o rassegnarsi, ma anzi al contrario per «impegnarci perché non accada e per spronare un intervento della Regione».

Amareggiata la testimonianza, sempre via social, di una mamma: denuncia che il figlio «fu lasciato in classe solo» con il prof di educazione fisica che lo portò per due ore a fare shopping.
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro