Quotidiani locali

Assalto alla Prefettura, il giudice: «In piazza per lo scontro con la polizia»

Le motivazioni della sentenza: quel giorno portarono lacrimogeni, bulloni e bombe carta con intenti violenti. Ma i responsabili non sono stati identificati

LIVORNO. Il corteo di protesta del 2 dicembre 2012, concluso con il cosiddetto assalto alla Prefettura, «è stata una manifestazione di protesta che già nelle intenzioni degli organizzatori era programmata come violenta e nel corso della quale era stato preventivato lo scontro con le forze dell’ordine».

Dietro ai tre giorni che sconvolsero la città tra picchetti e cariche con militari e manifestanti feriti - secondo i giudici - c’è la firma «di un gruppo organizzato di attivisti politici dell’area della sinistra, che ha avuto nel corso degli anni varie evoluzioni ma che ora suole definirsi “gruppo Ex Caserma occupata”». Un collettivo il cui leader è stato riconosciuto dal Tribunale in Giovanni Ceraolo, 34 anni, ora sindacalista Asia Usb.

leggi anche:

È stato lui - si legge - «a dirigere le manifestazioni del primo e due dicembre con un ruolo preminente nel gruppo degli antagonisti, costantemente alla guida del corteo e parlando al megafono con toni e descrizioni dei fatti tali da ingenerare sempre più rabbia nei manifestanti. Con un crescendo dei toni aggressivi».

È una sentenza che ha una spiccata sfumatura politica quella deposita alla cancelleria del tribunale la settima scorsa a distanza di tre mesi dalla sentenza con la quale i 21 dei 22 imputati sono stati condannati a una pena complessiva di 32 anni e 6 mesi di reclusione.

Anche perché - come ammettono i giudici in uno dei passaggi chiave delle 75 pagine delle motivazioni - «non sono state scoperte esattamente le persone che portarono nel corteo lacrimogeni, fumogeni, l’ordigno fatto esplodere davanti alla Prefettura, i palloncini riempiti di vernice e gli oggetti metallici poi utilizzati contro le forze dell’ordine».

Ma nonostante un dubbio che resterà tale - secondo i giudici - «non significa che non si trattasse di materiale predisposto proprio per la manifestazione e di cui Ceraolo e la gran parte dei manifestanti dell’Ex Caserma era perfettamente a conoscenza; come riprova la circostanza che lacrimogeni e fumogeni siano stati utilizzati durante la manifestazione del 2 dicembre, come del giorno 1, e poi lanciati i palloncini, l’ordigno esplosivo e gli oggetti di ferro poi ritrovati senza che chi guidava il corteo, ovvero il Ceraolo, abbia mai fatto alcuna osservazione in merito all’uso di questo materiale». Dunque una responsabilità anche morale quella dell’Ex Caserma per quanto accaduto.

I giudici nell’introduzione della sentenza spiegano come sono avvenute le identificazioni dei responsabili: «Basandosi - si legge - su quanto avuto modo di vedere direttamente, nonché esaminando con attenzioni le immagini, avvalendosi anche di una disamina del tipo di abbigliamento, così riuscendo giorno per giorno, a dare un nome a una parte delle persone che parteciparono alle condotte ritenute illecite».

Anche per questo, buona parte del documento firmato dai giudici, si riduce a una lunga lista di identificazioni attraverso fermo immagini divisi sui tre giorni: dagli scontri al Terminal crociere, la sera del 30 novembre durante il comizio dell’allora segretario del Pd Pierluigi Bersani, fino all’assalto al Palazzo del Governo, passando per gli scontri in piazza Cavour e la carica della polizia che ha innescato la reazione del giorno successivo. «Livorno non si piega», era lo slogan della protesta. Un episodio - secondo il Tribunale - distorto dai manifestanti.

«Nessun accenno - fanno notare - viene fatto alla circostanza che la manifestazione non fosse autorizzata, che era proseguita nonostante i continui e ripetuti inviti a interrompere l’iniziativa, e per di più era stata caratterizzata da condotte e cori incivili, e che la carica di alleggerimento era stata disposta dopo i ripetuti ordini di scioglimento e dopo le aggressioni ai reparti mobili in prima fila». Infine, «non appare corretta l’affermazione che erano state colpite persone che non c’entravano niente con la manifestazione».

I COMMENTI DEI LETTORI

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.