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Rifiuti: chi ha paura di Nogarin?

L'intervento di Elisabetta Zuccaro, capogruppo M5s in consiglio comunale a Pisa: bocciato clamorosamente l'invito al sindaco di Livorno di partecipare al consiglio aperto

LIVORNO. "Bocciato clamorosamente in conferenza dei capigruppo di venerdì 4 marzo l'invito al sindaco di Livorno Nogarin - che avevo proposto e che era sostenuto anche dalle opposizioni presenti - al Consiglio Comunale aperto del 17 marzo sul tema dei rifiuti", sottolinea nel suo intervento, Elisabetta Zuccaro, capogruppo M5s in consiglio comunale a Pisa.
"Il presidente del Consiglio aveva chiesto ai capigruppo di fare proposte in linea con un ordine del giorno votato a larga maggioranza il 17 dicembre scorso, che chiedeva la convocazione di una seduta sul tema dei rifiuti, aperta ai sindacati, alle categorie ed ai rappresentanti degli altri comuni interessati. Tale atto di indirizzo era stato chiesto dai consiglieri comunali a causa del clima di tensione in cui era avvenuta l'approvazione del riordino delle partecipate nel settore dei rifiuti e del conferimento di Geofor in Retiambiente. L'atto di indirizzo era conseguente alle perplessità manifestate sulla trasparenza di un'operazione da 14 milioni di euro, iscritta senza istruttoria all'ordine del giorno con un aggiuntivo, mentre i revisori dei conti lamentavano la carenza di informazioni sulle procedure di liquidazione del socio privato".

E ancora: "L'interesse alla partecipazione di Nogarin era legato al fatto che Livorno è sede di un impianto di termovalorizzazione, sul quale è incentrata la pianificazione industriale dello smaltimento dei rifiuti nell'Ato Costa e la mancata adesione di Livorno al conferimento in Retiambiente apre scenari particolarmente incerti sulla sostenibilità dell'operazione, sulle prospettive e sugli investimenti necessari all'impianto di termovalorizzazione di Pisa. La maggioranza ha portato in conferenza dei capigruppo una scaletta blindata, opponendosi persino alla partecipazione istituzionale dell'Autorità Antitrust che, in una recente indagine conoscitiva sul sistema di gestione dei rifiuti in Italia, ha bocciato il modello che si intenderebbe implementare in Toscana".

E conclude: "Il 17 marzo quindi, non ci saranno dissensi né tecnici né politici ma ci chiediamo chi abbia paura di Nogarin e se si voglia impedire che emerga chiaramente il carattere anacronistico di questa operazione, alla quale in realtà non hanno aderito altri importanti comuni dell'Ato Costa, tra cui , oltre a Livorno, Massa-Carrara e Lucca. Concepita 5 anni fa dal Pd, con l'intento di mascherare e socializzare gli enormi buchi di bilancio che aveva creato nelle partecipate, questa operazione mette in mano ad un socio industriale privato per i prossimi 20 anni, contrariamente all'esito

referendario, il business dell'incenerimento che vale 6 miliardi, senza risolvere il conflitto di interessi tra chi gestirà la raccolta differenziata e chi gestirà lo smaltimento e senza affrontare esplicitamente il discorso dell'assimilazione, con importanti ripercussioni sulle tariffe".

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