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Biglietto del parcheggio scaduto? La multa non vale

Un avvocato pisano vince il ricorso contro il Comune di Livorno e si fa rimborsare la contravvenzione

LIVORNO. Non è un’infrazione al codice della strada, ma un’inadempienza contrattuale. Tradotto: la multa per l’auto in sosta con il ticket scaduto va annullata. E il ricorrente deve anche essere rimborsato delle spese sostenute per fare il ricorso.

È la sentenza pronunciata dal giudice di pace di Livorno, Michele Rutigliano sull’impugnazione di un verbale da parte dell’avvocato Monica Carmisciano di Pisa. Il legale, che da tempo si è trasformato nell’avvocato di sé stesso, non è nuovo a battaglie sul fronte dei verbali rifilati agli automobilisti. Su Pisa ha già avuto modo di vincere un ricorso e ora “sbarca” anche a Livorno riuscendo a ottenere un verdetto che accredita come percorribile il parere del ministero dei Trasporti, non sempre ascoltato dai giudici di pace, secondo cui chi va a recuperare l'auto in ritardo deve pagare la differenza dovuta per il tempo di sosta effettivamente usufruito più un'eventuale penale, ma non prendersi una multa.

La sanzione livornese al legale pisano era di 25 euro. La prassi era ed è che sforare l’orario del ticket significa beccarsi un verbale. Ma con questo pronunciamento il giudice di pace ha stabilito che il biglietto scaduto non è un'infrazione al codice stradale, ma semmai un'inadempienza contrattuale. Manca, dunque, il riferimento giuridico su cui basare la multa. Una questione di principio per l’automobilista considerati tempi per redigere il ricorso e seguirlo nel suo iter a dispetto del niente affatto scontato esito per “risparmiare” 25 euro.

Afferma l’avvocato Carmisciano: «Il punto della contestazione è l'articolo 7 (comma 15) del codice stradale che inizia riportando: "Nei casi di sosta vietata". Qui si tratta invece di "sosta autorizzata" per cui con il ticket è sorto un adempimento contrattuale. Quindi non è possibile applicare una sanzione amministrativa, se esiste un contratto che mi autorizza».

Il giudice nell’annullare il verbale ha anche condannato il Comune di Livorno a rifondere all’automobilista i 43 euro di contributo unificato. È il balzello imposto per fare i ricorsi e che spesso supera per importo la sanzione in contenzioso. «È un elemento sul quale, evidentemente, i Comuni fanno affidamento, ben sapendo che pochi cittadini sono disposti a presentare ricorso contro le sanzioni illegittimamente comminate, dato l'aggravio di spese», sottolinea il legale.

Per il giudice Rutigliano lasciare l’auto in sosta negli stalli blu oltre l’orario stampato sul biglietto adagiato sul cruscotto non è una violazione al codice stradale. Al limite è un’inadempienza contrattuale dell'automobilista. Soldi che, comunque, il Comune o la società

di gestione hanno il diritto di recuperare con un’azione, però, disciplinata da un regolamento. E solo per la differenza tra il pagato e il calcolato per la sosta in più e a livello civile evitando di ricorrere alla violazione del codice della strada.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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