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Viareggio e l’Italia: lo stesso dilemma

Viareggio e l’Italia: lo stesso dilemma

«C’è bisogno di porti turistici efficienti per attirare i grandi yacht che poi restano da noi per fare i lavori di refitting»

È in arrivo una quarto gigayacht da 100 metri. L’annuncio arriva da Vincenzo Poerio, l’ingegnere napoletanto ad di Benetti, il grande cantiere diviso fra Viareggio e Livorno.
Le prime tre grandi commesse vennero annunciate due anni fa al salone della nautica di Cannes. Oggi arriva il nuovo annuncio.
«La prima barca da 100 metri la vareremo, a Livorno, fra pochi mesi. Per le altre due dovremmo aspettare altri due anni, quindi nel 2016. Infine c’è una quarta barca da 100 metri che dovrebbe essere varata nel 2019».
Oggi, quello dei gigayacht, è l’unico mercato senza crisi.
«Ci sono personaggi che hanno non solo queste grandi disponibilità, ma anche la voglia, chiamiamola così, di divertirsi. I problemi della nautica cominciano a farsi sentire quando a barche da 40-50 piedi. Pensi ad unmanager come posso essere io. In questi anni gli stipendi sono stati bloccati o addirittura ridotti, come i premi di produzione, i benefit, etc. Quindi questo manager o professionista ha evidenti difficoltà a farsi la barca e questo manda in crisi tutto il comparto».
Azimut Benetti nel raffronto2014-2015 ha annunciato un aumento del valore della produzione del 10%, passando dai 605 ai 680 milioni di euro di commesse in corso. In più si conferma primo produttore di barche oltre i 24 metri (quelli che gli americani definiscono megayacht) secondo la rivista Usa Internatiol Boat.
Ma la produzione non basta. E allora il gruppo guidato da Paolo Vitelli si è lanciato in questi anni anche nel settore del refitting.

Parliamo di semplice manutezione, di rigenerazione di barche, ingrandimenti, soprattutto grandi yacht. In questi anni è stato allungato anche il Tm Blue One, lo storico 50 metri costruito da Picchiotti per Valentino Garavani, il grande sarto che ancora lo possiede e lo riene ancorato a Viareggio. Ad occhio e croce gli spazi viareggini della Lusben sono tutti occupati.
«A Viareggio sì, a Livorno per fortuna abbiamo nuove aree acquisite ottenendo la concessione dell’area degli scali. Il refitting tira, ma funziona solo per aziende come noi, Codecasa, Perini che lo affiancano alla costruzione di grandi barche. Chi ha messo su aziende per lavorare solo di refitting ha evidenti difficoltà, anche perchè la redditività è quella che è grazie anche alla concorrenza».

Lei da sempre predica la necessità di catturare tutte le navi del Mediterrano per alimentare refitting e manutenzone.
«Francia e Spagna fanno più refitting di noi senza avere grande produzione. Uno dei motivi, chiari, è il fatto che tante barche stazionano lì. Noi invece abbiamo evidenti problemi nell’ospitare yacht tutto l’anno. Si lavora al nuovo porto turistico di Livorno e sarà una cosa importante. Ma in questo momento storico abbiamo bisogno di un’altra cosa: che i nostri porti ed approdi turistici siano organizzati, efficienti, ospitali e dai prezzi congrui. Questo al momento non accade e bisogna lavorare perchè i nostri servizi siano all’altezza».

A proposito di approdi, Azimut-Benetti insieme ad altri importanti cantieri navali della Darsena viareggina è in corso per acquisire la Viareggio porto spa. A che punto è l’affare, definiamolo così?
«Noi abbiamo detto che siamo disponibili a prendere la gestione della Viareggio Porto spa una volta completata la procedura concorsuale. Devo dire che in questa fase i cantieri che formano la cordata sono uniti e credono nell’iniziativa. Dobbiamo aspettare la politica, ma ci sono due cose da mettere in evidenza».

Quali?
«La prima che Viareggio ha una necessità assoluta di avere un porto efficiente. Il porto è come la sala d’aspetto di un areoporto o di una stazione. Si può immaginare che non sia pulita e comoda, oppure che addiritura non ci sia. Allora dobbiamo capire come ridare efficienza agli approdi, questo nell’interesse di tutti, dai cantieri fino all’industria turistica in senso stretto».

Il secondo problema?
«E’ necessario fare una attenta analisi per capire la redditività della Viareggio Porto spa, se questi margini esistono oppure no. Anche questo può essere un problema».

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha dichiarato che vuole fare di Viareggio un grande porto del Mediterraneo, con investimenti conmseguenti.
«Ben vengano questi investimenti. E’ necessario capirci su questa fase. Senza un porto turistico che funziona non è pensabile immaginare la possibilità, che pure esiste, di organizzare a Viareggio grandi manifestazione fieristiche legate alla nautica».

Ripartendo da capo, come sta il diporto?
«Le turbolen ze

mondiali le concosciamo tutte. Il Far east rallenta, l’Europa ha problemi. L’unico mercato che sta andando, siamo reduci dal salone di Miami in Florida, è quello degli Stati Uniti, dove peraltro Benetti è presente da sempre. Per il resto siamo legati all’economia mondiale e seguiamo quella».

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