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È morto Francesco Tozzi: la gioventù viola e una vita sui pedali

Livorno, stroncato da un malore a 65 anni, ex dipendente Atl. Grande sportivo, ha giocato nelle giovanili della Fiorentina

LIVORNO. Cuore sportivo e un gran lavoratore, sempre disponibile con i colleghi dell’Atl. E gentilissimo con passeggeri degli autobus che ha guidato per oltre 30 anni prima di andare in pensione. Francesco Tozzi, 65 anni (li avrebbe compiuti il 13 marzo), ieri mattina verso le 9, se n’è andato in maniera improvvisa, lasciandosi dietro una striscia di dolore e di ricordi. A portarlo via un malore: a nulla sono servite le cure del pronto intervento arrivato tempestivo a casa sua di Coteto, né il tentativo di rianimarlo dei sanitari una volta arrivato all’ospedale. I funerali si terranno oggi alle16, con partenza dalla camera mortuaria in direzione del cimitero della Cigna. Estroverso, simpatico, autoironico e generoso. Una generosità che la famiglia ha voluto rimarcare, in maniera tangibile, donando gli organi: ieri mattina l’espianto di cornee e tessuti.

Calcio, ciclismo amatoriale, podismo e sci le sue grandi passioni. Da giovanissimo aveva militato come difensore centrale e di fascia nelle giovanili della Fiorentina arrivando a calcare i campi erbosi anche nella squadra Primavera. Tra i tanti aneddoti che i suoi amici, ricordano ce n’è uno su cui anche lui spesso amava scherzare: «Un giorno alla fine degli anni Sessanta in una partitella della Primavera contro la prima squadra viola entrò in maniera dura su Amarildo - raccontano - Un fallo che andò di traverso all’allenatore Pesaola. E per questo spedì Francesco immediatamente sotto la doccia».

A calcio aveva continuato a giocare come da amatore ancora per tanti anni, disputando tornei aziendali regionali e nazionali organizzati dagli Autoferrotranvieri, e nel Bar Terzo, oltre che nelle storiche gabbionate ai bagni Nettuno (viale Italia). «Come difensore era davvero bravissimo» le parole di Fabio Orsolini e Fernando Mattonai due grandi amici da sempre.

Nel 1990 era scoppiato anche l’amore per la biciletta. Una passione contagiosa che trasmise a tanti colleghi di lavoro: «Da lui partì l’idea di fondare un gruppo Atl di amatori della bicicletta. Lui era il nostro capitano. Insieme abbiamo percorso decine di migliaia di chilometri. Una volta, il 12 maggio 1998, scendendo da Volterra allargò la curva e finì in un dirupo. Fortunatamente gli arbusti attutirono l’impatto. Per tiralo fuori però fu necessario l’intervento dei vigili del fuoco».

Santaluce, Pastina, Pomaia, Casciana Terme, Castellina le mete preferite in sella alla sua bicicletta. Dal 1990 non si è perso neppure una volta la scalata verso il Monte Serra. «Un giorno - racconta Orsolini - in bici siamo andati fino piazza Michelangelo a Firenze macinando 220 chilometri. Quattro o cinque volte abbiamo fatto il giro dell’isola d’Elba e della Corsica». Anche come sciatore era bravissimo, come ha dimostrato sulle piste di Cavalese, val Di Fassa e dell’Abetone le località predilette.

Francesco Tozzi (al centro)
Francesco Tozzi (al centro)

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