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Impresa recupera 220mila euro grazie al Sos Anti-Equitalia M5S

Il ministero tarda a pagare 220mila di euro di lavori nel porto di Livorno e intanto l'impresa va in difficoltà perché Equitalia esige 60mila euro. L'imprenditrice chiede aiuto al Sos Anti-Equitalia che il M5S ha aperto a Pisa e riesce a vedere che la situazione si è risolta

LIVORNO. «Un'imprenditrice ha recuperato 220mila euro grazie allo sportello AntiEquitalia del Movimento 5 Stelle». Si tratta della titolare di una azienda che «vantava circa 220 mila euro di crediti dal ministero dei trasporti per alcuni lavori al porto di Livorno»: mentre «quest'ultimo tardava di 8 mesi a pagare, Equitalia esigeva dall'azienda 60 mila euro di debito previdenziale non saldato proprio a causa di questo ritardo nei pagamenti».

La storia è venuta alla luce nella conferenza stampa del Movimento Cinque Stelle condotta a Pisa dal consigliere regionale M5S Giacomo Giannarelli insieme a Elisabetta Zuccaro, capogruppo M5S nel consiglio comunale pisano, e a Gabriele Pardo e Luca Auricella, i due volontari dello Sportello che hanno seguito la pratica. In ballo il primo bilancio del punto d'ascolto toscano Sos AntiEquitalia, che ha la propria sede al Polo Rimedia a Pisa in via Fiorentina 214/C, e dal 27 novembre scorso è aperto tutti i mercoledì dalle 15 alle 19 (su appuntamento anche in orario diverso: telefono 050 980559).

«E' una buona notizia che ci inorgoglisce, soprattutto perché frutto del lavoro professionale e gratuito di volontari che in due mesi e mezzo hanno già trattato cartelle per 1,5 milioni di euro», dicono gli esponenti pentastellati mettendo in fila i risultati di questa prima fase della attività: a raccontare la vicenda dell'imprenditrice – che per motivi di riservatezza ha preferito non comparire – sono Gabriele Pardo e Luca Auricella.

I due volontari raccontano che «ci ha molto colpito che la signora fosse disperata non tanto per sé, quanto per le famiglie dei suoi 5 dipendenti che dopo 2 mesi di mancato saldo dello stipendio non sapevano come affrontare il Natale». Secondo quanto riferiscono dagli esponenti pentastellati, la situazione si è sbloccata «quando ci siamo presentati presso l'ufficio regionale preposto: è bastato dire che la signora era seguita dallo sportello AntiEquitalia del Movimento 5 Stelle e “magica- mente” le hanno saldato tutto il dovuto in un pomeriggio, al netto giustamente del suo debito», sottolineano Pardo e Auricella.

Giannarelli tiene a ribadire un concetto caro a questa mobilitazione che porta la firma del mondo a Cinque Stelle: «Combattiamo le pratiche vessatorie di Equitalia a tutti i livelli istituzionali e abbiamo provato anche in Regione a chiedere che il recupero crediti fosse internalizzato. Ma il Pd ha preteso di farci credere che su 3 mila dipendenti non se ne trovassero di idonei e formabili per svolgere questo servizio». Poi aggiunge: «Le tasse vanno pagate, ma, come dimostra la storia di questa imprenditrice, lo Stato deve avere un approccio equo e inappuntabile. Quando leggiamo che Equitalia ha chiesto 271 miliardi di crediti inesigibili stiamo trovando prova di una incredibile truffa di Stato».

«Il nostro compito – dice Auricella – è dare una mano concreta alle persone, che arrivano da varie zone della Toscana, alle prese con cartelle di Equitalia che in numerosi casi si rivelano illegittime». Le persone, soprattutto, si sono

rivolte allo sportello per bolli auto prescritti. «Siamo intervenuti – affermano i volontari – anche per una richiesta di vecchi contributi da parte di un ente camerale per un valore di 12mila euro, a fronte di un'attività cessata da quindici anni. Abbiamo presentato istanza in autotutela».

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