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Tre Explorer 44 m venduti in 10 giorni. Gli exploit di Perotti

Tre Explorer 44 m venduti in 10 giorni. Gli exploit di Perotti

Il patron di Sanlorenzo continua a investire nei modelli Gli stabilimenti di Viareggio sono ormai saturi di produzione

GENOVA. Tre nuovi modelli del gioiello Explorer già venduti. Eppure è appena stato presentato in anteprima mondiale a Monaco, ovvero poco meno di una decina di giorni fa.

Massimo Perotti, patron del cantiere Sanlorenzo (Viareggio-Massa e Ameglia) è più che soddisfatto dei risultati ottenuti dalla sua azienda.

«Siamo il secondo cantiere al mondo nel campo dei superyacht come ordinativi – spiegano in azienda – e quest’anno la nostra ebitda raggiunge quota 20 milioni di euro, con un guadagno finale di 6 milioni di euro su un fatturato alla produzione che sfiora i 200. Questi 6 milioni sono un guadagno eccezionale, visto che tanti importanti cantieri italiani in questa annata hanno dovuto segnare il bilancio in rosso».

Sanlorenzo è società saldamente in mano a Perotti ma con due importanti partner nella compagine sociale. Uno è il fondo stretegico italiano, quel fondo sovrano inventato dall’allora ministro Giulio Tremonti per aiutare le aziende italiane con progetti promettenti, ma senza adeguata liquidità.

L’altro socio importante è cinese, un fondo sovrano della Repubblica popolare.

Con questi due partner Perotti ha scalato le classifiche mondiali degli ordinativi e ora si trova ad avere saturato le linee produttive dei cantieri di Viareggio dove vengono prodotti gli yacht dislocanti in alluminio ed acciaio. Mentre la produzione in vetroresina e ad Ameglia lungo le rive del fiume Magra. Nello splendido parco naturale, ma anche in una situazione di estremo rischio per le periodiche alluvioni provocate dalla piena del fiume.

Ma anche ad Ameglia Perotti ha voluto investire, rinnovando tutta la struttura produttiva.

«Crediamo che sia necessaria lavorare sempre di ricerca, su nuovi modelli, sulle nuove esigenze del cliente» spiega a Genova Ferruccio Rossi che di Sanlorenzo è direttore generale.

Da qui la scelta di chiamare Chris Bangle, uno dei divi del designer moderno (per oltre un decennio alla guida del centro designer di Bmw e prima in Fiat), a progettare barche. Ma che lo facesse senza fretta. Da qui anche l ’idea che un cliente che atterra a Genova si possa andare a prendere con una Rolls Royce fiammante, senza necessariamente

che ci si trovi a Montecarlo.

E poi tanto, tanto lavoro. Perotti lo dice sempre. «In questi anni non facili l’azienda non ha fatto fare ai dipendenti un’ora di cassa integrazione».

Figuriamoci ora che è arrivata la ripresa. E che in una settimana si vendono fino a tre 44 metri.

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