Quotidiani locali

Vai alla pagina su Fiere Nautica
È cambiato il vento (e anche i fatturati)

È cambiato il vento (e anche i fatturati)

È cambiato il sentiment, come si dice sui mercati. I dati migliorano, certo (più 10% in più i fatturati fra 2014 e 2015) ma non è solo quello. È l’idea che il fondo di una crisi iniziata nel 2008 non solo si è toccato, ma è iniziata la risalita. E non era facile.

È cambiato il sentiment, come si dice sui mercati. I dati migliorano, certo (più 10% in più i fatturati fra 2014 e 2015) ma non è solo quello. È l’idea che il fondo di una crisi iniziata nel 2008 non solo si è toccato, ma è iniziata la risalita. E non era facile. Perché oltre al 2008 c’è stato anche l’annus horribilis con la tassa di stazionamento voluta dal governo Monti. Quella che fece scappare nel 2012 qualcosa come 40mila barche dagli approdi italiani. Spaventate non solo dalla tassa in se stessa, ma dall’atteggiamento. Chiaramente punitivo nei confronti di chi possiede un natante. Gli anni in cui Azimut Benetti fatturava in Italia il 2% complessivo del suo intero budget. Per dire che per il primo cantiere italiano il mercato domestico non esisteva.

I dati forniti da Ucina alla Fiera di Genova, chiusasi ieri, danno altri interessanti motivi di soddisfazione. Come il fatto che l’Italia resta il primo paese esportatore di megayacht al mondo. L’Italia viaggia sui 2,5 miliardi di dollari, con la Germania – al secondo posto – che si ferma a meno della metà: un miliardo e 100 milioni di dollari. Terza l’Olanda che si limita agli 800 milioni di euro.

È talmente forte l’idea che si riparta che il salone di Genova – ovvero Ucina – ha già annunciato che a primavera 2016 la mostra ligure si sdoppia. Niente Viareggio o La Spezia – come si pensava un tempo – ma si viaggia verso Venezia, ovvero il simbolo della bellezza italica.

A proposito di saloni e manifestazioni si attendono le strategie di Nautica Italiana, l’associazione che raccoglie i grandi brand del diporto, da Benetti a Baglietto, da Ferretti Perini. La nuova associazione dopo avere lasciato Ucina si è associata ad Altagamma. Dove sono racchiusi i grandi brand italiani: dalla Ferrari alla Illy alle poltrone Frau.

Nautica Italiana

punta ad un salone del made in Italy del lusso, cosa mai fatta né vista.

Da questo punto di vista la Toscana avrebbe (fra la costa e Firenze) tutti gli asset necessari per ospitare un evento del genere. Ma c’è da muoversi. Ora che c’è ripresa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro