Quotidiani locali

Progetto LivLab, l’occhio elettronico su spese e abitudini

I volontari che aderiranno faranno tracciare i loro dati cui potranno accedere per verificare i propri comportamenti

LIVORNO. Sanno tutto di noi, da quanto e con che mezzo ci spostiamo ai nomi e cognomi dei nostri amici, se ci piace il gelato oppure no fino ai nostri impegni medi settimanali: sanno davvero tutto, anche se noi non lo sappiamo.

La quantità di dati che ci lasciamo alle spalle- e che lasciamo a chi di lavoro li immagazzina per sviluppare strategie di marketing- è immensa: tessere-fedeltà dei negozi, bancomat, navigatori satellitari, caselle di posta elettronica, social network, nella nuova realtà aumentata di cui siamo sempre di più protagonisti attivi, tutto alla fine è un dato tracciabile. Ed ogni dato può essere acquisito, studiato, venduto.

E' in questo contesto che si inserisce LivLab Livorno, l'esperimento nato grazie alla collaborazione di Unicoop Tirreno, Telecom Italia, Isti Cnr Pisa e Fondazione Bruno Kessler.

Ma di che cosa si tratta? Anche in questo caso la “radiografia” delle nostre attività e delle nostre abitudini, in particolare quelle di spesa, c'è, solo che questa volta ce la rimandano indietro: i volontari che si presteranno all'esperimento potranno infatti installare un'app creata ad hoc sul proprio smartphone, con la quale cederanno a Unicoop e agli altri partner del progetto tutti i dati sui propri spostamenti, sulla propria rubrica e sulle proprie abitudini; in cambio - caso più unico che raro - potranno avere accesso alla mole di dati che verrà raccolta ed utilizzarla per avere maggiore consapevolezza di sé, per osservare le proprie abitudini e confrontarle con quelle degli altri.

Un esempio concreto? Accorgersi di spendere troppo in detersivi e “convertirsi” a quelli più economici o rendersi conto di comprare - e mangiare - troppe merendine confezionate e quindi decidere di darci un taglio o di sostituirle con alimenti più dietetici. I soci Coop che verranno coinvolti nel laboratorio dovrebbero essere almeno un centinaio, e per i primi candidati l'esperimento è partito già alcuni giorni.

«In mezzo ai tanti Facebook e Google che considerano gli esseri umani come meri fornitori di dati, in pratica come tanti piccoli ingranaggi della propria macchina societaria, c'è sempre più bisogno di progetti che sensibilizzino gli utenti sull'importanza dei dati e che riescano a renderli protagonisti» spiega il giornalista del Sole 24 Ore Luca De Biase, grande conoscitore ed esperto di tutto ciò che ruota intorno al virtuale e ai social media.

E De Biase quindi si chiede: «Chi di noi è consapevole che il nostro smartphone registra di continuo quello che diciamo, anche a microfono spento? In questo progetto - sottolinea in conclusione - almeno, i consumatori vengono informati».

A leggere il documento sui termini e sulle condizioni d'uso di LivLab, infatti, si scorgono cose che in nessun documento analogo di un qualunque social leggeremmo, e tra queste proprio la registrazione dei cosiddetti “suoni di sottofondo”.

Ma quale vantaggio dovrebbero ricevere i soci Coop che aderiscono a questa iniziativa? «Mettiamo a loro disposizione i dati delle spese Coop dando la possibilità di aggregarli in modi diversi, in modo da poterne trarre sintesi utili al risparmio e ad un miglior modo di fare la spesa» spiegano dalla Coop.

Tutti gli sperimentatori,

che prenderanno parte al LivLab inoltre, per tutta la durata del progetto, si vedranno accreditati sulla propria carta 1000 punti al mese, equivalenti a 10 euro.

Per informazioni e contatti sull’iniziativa, rivolgersi a livlab.unicooptirreno.com .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro