Quotidiani locali

Integrazione, il caso

In posa coi vicini rom, il governatore Rossi contestato. Lui: non me ne pento

«L’ho fatto per una scommessa con alcuni sindaci toscani» Il centrodestra lo attacca, i renziani lo criticano: propaganda

FIRENZE. Sorride paffuta la piccola Narcisa con le sue scarpe rosa luccicanti in braccio al fratellino Francesco nella foto dello scandalo, che ritrae il governatore Enrico Rossi con la famiglia rom che abita a due portoni dalla sua abitazione. «Ecco i miei vicini di casa», ha postato su Facebook il governatore, domenica pomeriggio, scatenando sulla rete commenti indignati, ironici, volgari e anche razzistici. Narcisa, otto mesi, sorride e chissà che cosa ricorderà quando sarà più grande dello strano pomeriggio di domenica, prima di avvento, e sopratutto chissà cosa penserà di noi, dei nostri umori più profondi, delle rabbie gridate al vento, della pietà sprofondata nella voragine oscura dei conti che non tornano, del lavoro che non c’è e dell’insicurezza sociale.

Rossi e i vicini
Rossi e i vicini

Quella foto di allegri e sgargianti colori, che sa più di un festoso carnevale che di un avvento di penitenza, da immagine di un’amicizia condominiale è diventato caso politico e specchio segreto della nostra anima. E pensare che, almeno così racconta Rossi, è nato tutto inizialmente da una scommessa con alcuni sindaci toscani. Quelli che si lamentano dei campi rom e della difficile integrazione. E il governatore: «I rom? Io ci vivo accanto, sono i miei vicini di casa». Loro, i sindaci, scrollano la testa, la prendono per una battuta.

Foto sì, ma non con i pantaloni. Così domenica pomeriggio, quando Rossi ha visto i suoi vicini rom uscire di casa, li ha salutati e poi ha chiesto loro: «Si può fare una foto insieme, visto che i miei amici sindaci non credono che abiti accanto a voi?». E loro, i rom, « ma certo Enrico», solo le donne hanno chiesto, sorridendo: «Basta che tu non ci chieda di metterci in pantaloni. Per loro è come se io andassi in giro in mutande», racconta il governatore.

Via, tutti in posa sul marciapiede davanti alle case di Rossi e della famiglia rom. Il governatore nel post li presenta uno per uno, i suoi vicini di casa: «A sinistra Cassandra, Andra, Verdiata e Francesco con in braccio la piccola Narcisa. Accanto a me, a sinistra Robert, il papà di Narcisa, e Dragos a destra, suo cugino. Papina, Papusa in ginocchio e Nadia in piedi, la mamma di Narcisa. L'ultima a destra è Dana, la moglie di Dano che ride dietro l'obiettivo e scatta questa bella foto».

I pannolini e il latte di Laura. Clic, dai ridi, clic, evvai. Dopo un secondo Rossi invia la foto al suo profilo facebook. E subito la Rete impazza. «Non sapevamo che fosse il presidente della Toscana fino a oggi. Per noi è un normale vicino di casa. È una brava persona, ci salutiamo sempre e ci chiede dei bambini», dice Dragos, il capofamiglia. Ha parole di riconoscenza anche per Laura Benedetto, la moglie del governatore, segretaria della Camera di commercio di Firenze: «E’ molto gentile. Spesso ci porta qualcosa per i nostri figli, come i pannolini e il latte in polvere per Narcisa».

Pagano l’affitto due magistrati.Rossi e la moglie non abitano nei pressi di un campo rom, ma in una zona residenziale di Firenze, proprio difronte ad una villa-albergo per vip.Qui c’è anche una casa di proprietà della società Montedomini che è gestita da un’associazione, animata dai magistrati Luciana Breggia e Marco Bouchard, che si occupa di integrazione dei rom e di altre minoranze in difficoltà. Hanno scelto di pagare di tasca propria, con autofinanziamento, senza alcun contributo pubblico, l'affitto della famiglia rom, in tutto quindici persone, in cambio - spiega la Breggia - gli uomini hanno trovato un lavoro, sebbene saltuario e i bambini vanno regolarmente a scuola. «Questi erano i nostri patti e li stanno rispettando», spiega.

Gli insulti via web.Appena la foto viene postata, dalla pancia arrabbiata e impaurita del Paese, si scatenano reazioni furiose contro Rossi: «Si vergogni», «Attento, che non ti portino via il portafogli», «voglio il selfie quando se li ritroverà in camera da letto entrati dalla finestra alle 3 di notte», per citarne alcuni, i più soft.

leggi anche:

Chissà se un domani Narcisa li leggerà i commenti a quella foto colorata in cui lei ride ignara delle nostre paure e odi ancestrali. Chissà cosa penserà, cosa chiederà. Sarà difficile spiegarle questo nostro tempo di dolore e di “guerra” tra poveri, di razze e popoli che si incontrano e scontrano. Racconta il governatore: «Lo sapevo che sarebbe successo il finimondo, ma ho agito di impulso: mi ribello ad identificare un popolo intero come criminale. Quando io vedo Narcisa, o il suo fratellino Francesco, o queste donne così laboriose che cercano di vivere nelle regole e in pace, io avverto il dovere morale e politico di distinguere tra rom perbene e rom che commettono crimini. Inflessibili con i secondi, ma aperti all’ospitalità con i primi».

L’isolamento di Rossi. Da specchio dei nostri umori e timori più segreti, di quello che siamo e sentiamo, la foto dello scandalo diventa subito anche un caso politico. E non tanto per le ovvie reazioni contrarie e inferocite del centrodestra, a cominciare da quelle del segretario della Lega Matteo Salvini, nell’intervista al Tirreno, quanto per quelle che si annidano dentro il centrosinistra toscano. Se la vice di Rossi, la cattolica Stefania Saccardi plaude al presidente («ha fatto bene a dire che su certi valori non si transige»), ci sono molti renziani irritati e timorosi che la foto con i rom possa far perdere voti al centrosinistra alle prossime elezioni regionali.

E c’è chi, raccomandando al cronista di non essere citato, evoca anche la non riconferma di Rossi. Non a caso proprio ieri, un renziano doc come Federico Gelli, ha auspicato le primarie per la scelta del futuro candidato alla guida della Regione.Ma anche dal fronte cuperliano e più vicino al governatore non sono arrivate difese, abbracci, incoraggiamenti. Una giornata, quella di ieri, di straordinario isolamento per Rossi. Solo con la sua foto, con quel suo azzardo da domenica di avvento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro