Quotidiani locali

L'EDITORIALE

La polpa rimane al sicuro

L'editoriale del direttore del Tirreno sulla giornata di caos e proteste degli operatori ecologici a Livorno

Avere ragione e manifestarla nel modo sbagliato. È quel che è successo davanti al luogo che rappresenta tutti i cittadini, il municipio, con i lavoratori della cooperativa impegnati nella manifestazione contro l’amministrazione comunale. Protestare è legittimo, lordare la città no. Che siano gli spazzini a rovesciare la carta sul selciato non è un bello spettacolo. Livorno è già sufficientemente sporca, i marciapiedi sono un gruviera in molte vie, anche in centro. Aggiungere dolore a dolore per quanti, come molti livornesi, hanno a cuore la loro città è davvero inutile. Io non credo che il sindaco Nogarin avrà tratto da quei bidoni buttati a terra una informazione in più rispetto a quello che già sa. E quel che sa è piuttosto semplice. La municipalizzata del Pd (perchè quello è territorio di caccia del centrosinistra) è stata governata sufficientemente male da aver avviato due iniziative assai discutibili. Una è l’essersi gonfiata di personale dipendente in quantità non più sopportabie, l’altra è l’aver esternalizzato lo spazzamento delle strade.

Le due cose combinate assieme hanno prodotto quel che vediamo camminando fra aiuole mal tagliate, cordoli rotti, pavimentazione sconnessa e rifiuti non raccolti. Ovunque. La cooperativa che ieri protestava sotto il municipio è l’anello terminale e più debole di decenni di iniziative politiche sbagliate, di scelte amministrative figlie di opportunismi e consorterie. La nuova gestione municipale non poteva raddrizzare in poche settimane i frutti di una eredità avvelenata e io non credo che il municipio sia nelle condizioni per tornare indietro. Non voglio con ciò dire che la cooperativa non faccia bene a rivendicare il diritto a un salario dignitoso e a un orario decente, ma la piega che la protesta sta prendendo rischia di nuocere agli stessi promotori.

LA CRONACA: Gli spazzini in sciopero rovesciano i rifiuti

Piuttosto, come s’usa dire in circostanze particolarmente complesse, il punto è un altro. L’amministrazione comunale nuova, moderna, rivoluzionaria, prossima ai cittadini, quando metterà mano nel vasto e paludoso sistema delle partecipate? Quando inizierà a dire al management che la qualità offerta è mediamente scadente e che in una città come Livorno si possono servire i contribuenti in maniera più efficace? Non è questione da poco. Il sistema delle società ex municipalizzate ora trasformate in spa, ma solo per continuare a gestirle come se fossero una sezione staccata di questo o quel partito, non funziona. Produce costi, inefficienze e porta in pancia una quantità di dipendenti, soprattutto nelle funzioni apicali e gestionali, spropositato. Le società a partecipazione municipale sono troppe, collassano, sopravvivono senza vivere. Ci sono molte lodevoli eccezioni, ma la media è questa.

Livorno ha scelto di darsi una nuova classe dirigente. Il giudizio su chi l’ha preceduta è netto ed è gravemente insufficiente. Il ricambio fa bene, l’aria fresca a Palazzo è tonificante. Non basta. Alla giunta si chiede un assetto nuovo nel porsi davanti alle difficoltà che Livorno sta vivendo. Sulla municipalizzata non pare che sia cambiato molto. E, iniziare la nuova era di rinnovamento con i lavoratori meno pagati

e meno tutelati, è piuttosto semplice. Forse necessario, certamente troppo facile. A Livorno, come altrove, la polpa non è quella. Quando Nogarin comincerà ad accorgersene allora sì che la rivoluzione sarà cominciata. E noi saremo al suo fianco.

@OmarMonestier

 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro