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Crisi raffineria Eni: istituzioni unite in vista del confronto a Roma

Al secondo incontro in prefettura i Comuni di Livorno e Collesalvetti e la Provincia fanno fronte comune con i sindacati: al ministero sarà chiesto il mantenimento del sito produttivo sul territorio

LIVORNO. La notizia è ufficiale: la questione della raffineria Eni approda al ministero dello Sviluppo Economico. La conferma è arrivata martedì 14 ottobre, al termine del secondo tavolo tra istituzioni locali, sindacati e rappresentanti dell'azienda, svoltosi alla presenza del prefetto Tiziana Costantino. Il 23 ottobre a Roma, il governatore Enrico Rossi, l'assessore regionale Gianfranco Simoncini, i sindaci dei comuni di Livorno e Collesalvetti, il presidente della Provincia e i sindacati affronteranno in un faccia a faccia problematiche e prospettive dell'Eni di Stagno.

"Le istituzioni della Provincia, del mio Comune e di quello di Livorno si presentano a Roma unite e fanno fronte comune per difendere l'Eni come è già successo nel 2009 - dichiara il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci - chiediamo che la raffineria non venga venduta, che resti ad Eni, e siamo decisi a ottenere un piano industriale serio che salvaguardi il lavoro". Parole confermate anche dal sindaco di Livorno, Filippo Nogarin: "A Roma come istituzioni ci presenteremo unite insieme ai sindacati per tutelare gli interessi dei lavoratori: l'obiettivo è mantenere il sito produttivo di Eni".

"Si va a Roma al tavolo del Governo con la citta' unita, e' quello che volevamo". Questo invece il commento di  Maurizio Strazzullo, segretario provinciale della Cgil. Che poi ha aggiunto: "Il tavolo di conciliazione ha dato esito positivo, perche' ha compattato istituzioni, prefetto, sindacati e lavoratori a sostenere il mantenimento dell'attivita' produttiva dello stabilimento. Fino al 23, giorno dell'incontro a Roma, si mantiene comunque in piedi lo stato di agitazione interno allo stabilimento".
 

A proposito dell'incontro del 23, Bacci smentisce con poche parole l'interesse tardivo del governo: "La prima riunione tra istituzioni e sindacati sulla raffineria si è svolta la settimana scorsa e abbiamo già confermato un appuntamento per il 23 a Roma. Credo che sia un segno positivo che denota l'importanza della vicenda".

Fuori dalla prefettura un centinaio di lavoratori Eni e dipendenti dell'indotto hanno aspettato la conclusione del confronto: ma senza megafoni o striscioni. "Siamo qui - dicono in coro - per dimostrare che dietro ai numeri ci sono persone vere". "Come Rsu abbiamo accettato di togliere il blocco degli straordinari ai turnisti

garantendo il ciclo continuo per il funzionamento degli impianti - dice Gianluca Persico (Filctem-Cgil e Rsu Eni) al termine dell'incontro in prefettura - restiamo poi in agitazione su tutto il resto della raffineria, la protesta non è finita: saranno i giornalieri a portarla avanti".

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