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«Dopo le accuse alla Festa il Pd non ha chiesto scusa»

L’Associazione paraplegici torna all’attacco contro gli organizzatori dell’evento. Il presidente Torsi: «Grave il silenzio assordante di chi ci aveva chiamato incivili»

LIVORNO. "Avrei voluto che gli organizzatori della Festa si fossero scusati con il sottoscritto e con le altre persone che hanno offeso faccia a faccia, così come ci hanno apostrofato quella sera, chiamandoci incivili, dissidenti e bugiardi. Invece nessuno ha accennato un mea culpa: una conferma di quanto qualcuno al Caprilli abbia sottovalutato il tema della disabilità". Sono tutt'altro che diminuite la rabbia e la delusione per Fabrizio Torsi, presidente della Associazione paraplegici, dopo il trattamento ricevuto venerdì alla Festa del Pd. Quando, proprio in occasione di un dibattito sulla disabilità, lui e altri membri dell'Associazione hanno avuto un pesante diverbio con gli organizzatori.

Lunedì 22 settembre Fabrizio aveva programmato una conferenza stampa. Invitando, tramite la segreteria del Pd, gli organizzatori della Festa. Invito rivolto in particolare al responsabile Maurizio Paolini, accusato da Torsi di aver attaccato verbalmente lui e un altro associato, Stefano Calamai (insieme alla moglie Luisella) dopo che erano stati allontanati dal palco e apostrofati come "incivili" dal moderatore del dibattito, il giornalista Gianluca Nicoletti. Tutto perché Fabrizio e gli altri si erano presentati per verificare l'effettiva accessibilità alla struttura: l'unica soluzione per chi si spostava in carrozzina era infatti quella di essere preso in braccio per tutta la rampa di scale del sottopasso.

Le sedie riservate agli organizzatori sono però rimaste vuote. "Un bel modo per ripartire - ironizza Fabrizio - Questo poteva essere uno spunto per una riflessione che guardasse al futuro. Bastava scusarsi per la gaffe, invece questo atteggiamento conferma la scarsa attenzione sul tema". Respinte al mittente le dichiarazioni di Paolini, che aveva detto di essersi chiarito con Torsi: "Da lui ho ricevuto una telefonata di un minuto, durante la quale mi ha passato Antonio Mazzeo, responsabile dell'organizzazione del Pd Toscana, che mi ha trattato con tono arrogante. In più erano parole di circostanza, come per gettare acqua sul fuoco".

"Ad

oggi - sottolinea Fabrizio - agli occhi dei presenti alla Festa, io, Stefano e Luisella restiamo "incivili, dissidenti e bugiardi", persino "persone mandate da altri gruppi politici". Perché è così che ci hanno apostrofato prima il moderatore al microfono e poi gli organizzatori del Pd".

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