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Filippo Nogarin (M5S) è il nuovo sindaco di Livorno

Clamorosa vittoria del Movimento 5 Stelle che con Filippo Nogarin conquista il Comune. Sarà lui, l’ingegnere aerospaziale di Castiglioncello, 44 anni, il nuovo sindaco di Livorno dopo 70 anni di sindaci Pci-Pds-Pd. Lo sconfitto Ruggeri (Pd): "Auguri a Nogarin, amministri Livorno come merita". Il nuovo sindaco si insedierà mercoledì 11 giugno e avrà 20 giorni di tempo per presentare la sua squadra

LE FOTO Festa 5 Stelle - Il nuovo consiglio comunale - La "presa" del municipio - I volti degli sconfitti

I VIDEO

Il commento a caldo del sindaco - Parlano gli sconfitti - L'incontro tra Ruggeri e Nogarin

 




(video di Rachele Campi)

 

LIVORNO. Clamorosa vittoria del Movimento 5 Stelle che con Filippo Nogarin conquista il Comune. Sarà lui, l’ingegnere aerospaziale di Castiglioncello, 44 anni, il nuovo sindaco di Livorno dopo 70 anni di sindaci Pci-Pds-Pd.  Cade quindi la roccaforte rossa d’Italia: Marco Ruggeri, candidato del Pd e del centrosinistra, si è fermato al 46% (e spiccioli) dei voti, mentre Filippo Nogarin, in testa fin dalla prima sezione, ha chiuso vittoriosamente questo duello al 53%.

L’exploit si è concretizzato poco dopo le 23: dopo lo scrutinio della prima sezione di Gorgona, ecco che è arrivato il verdetto dal seggio delle scuole Borse di via della Coroncina con Nogarin che è schizzato in testa addirittura col 57%. Un segnale che ben presto è diventato una costante: il candidato del M5S si è infatti assestato tra il 53 e il 54% e via via che affluivano  i dati la sua vittoria è diventata una certezza. Mercoledì 11 giugno il nuovo sindaco si insedierà e avrà 20 giorni di tempo per presentare la sua squadra.

Nella prima uscita da sindaco in pectore nel corso di una conferenza stampa Filippo Nogarin ha riferito di aver ricevuto una telefonata di Beppe Grillo che si è congratulato con lui per il brillante risultato e poi ha aggiunto: “Mi devi 50 euro”. Era la somma scommessa tra i due per indovinare l’esito del ballottaggio. A quanto pare ha vinto Grillo e, da buon genovese, chiede che sia saldato il debito d’onore.

VIDEO: PARLANO GLI SCONFITTI

(Video di Rachele Campi)

Un voto che dice una cosa chiara: i livornesi hanno voluto voltare pagina. Anche se va detto che l’affluenza è stata molto bassa (circa il 15% in meno dei votanti rispetto al primo turno del 25 maggio scorso): un livornese su due non è infatti andato a votare al ballottaggio. Ruggeri, sconfitto, paga colpe non sue: l’insostenibile leggerezza degli ultimi anni del mandato di Alessandro Cosimi – con molti progetti annunciati e mai venuti alla luce – è diventata insopportabile per i livornesi, mentre il segretario del Pd Jari  De Filicaia ha completamente sbagliato strategia mettendo da due anni a questa parte il partito contro l’amministrazione, non capendo che per i livornesi amministrazione e partito sono la stessa cosa (non è un caso che a Livorno si dicesse che il Pci o il Pds o il Pd nominava i sindaci). E poi la scelta del candidato, dopo una lunga serie di rifiuti da personaggi eccellenti, è stata gestita in maniera davvero dilettantesca. Ma Ruggeri ha anche delle responsabilità proprie: in questa campagna elettorale non è riuscito a convincere col suo punto e a capo di voler davvero iniziare una stagione nuova. Del resto, il suo passato da segretario comunale e della federazione Pd, di capogruppo in consiglio comunale e poi in quello regionale è stato considerato una sorta di “corresponsabilià” con il sindaco Alessandro Cosimi e con i vertici attuali del partito.

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Filippo Nogarin ha approfittato di questo malessere espresso dai livornesi (che il Pd non è riuscito a intercettare neppure dopo il voto del primo turno) e pur partendo nettamente svantaggiato (aveva conquistato il 19% contro il 40% di Ruggeri) è riuscito ad attirare i voti di parte della sinistra (a cominciare dal sostegno espresso da Andrea Raspanti di Buongiorno Livorno) e anche quelli della destra (la prima  a dare un’indicazione in tal senso è stata Marcella Amadio, a costo di uscire dal consiglio comunale). Il nuovo sindaco di Livorno è riuscito a compiere l’impresa che aveva annunciato due settimane fa: “Farò come Pizzarotti a Parma e vincerò”. Aveva ragione.

 

Legittima la sua soddisfazione. "Sono molto contento - dice - E' un risultato molto importante per Livorno e per tutta l'Italia: ne vedremo delle belle, da qui può nascere una nuova politica. La nostra forza è stata la capacità di riuscire a dialogare con i cittadini".

Grande delusione nel comitato elettorale del Pd. "La responsabilità della sconfitta è mia e me la prendo tutta - afferma Marco Ruggeri - Questo risultato apre una riflessione profonda sulla class dirigente della città. La voglia di cambiare, il "tutti a casa" ha prevalso. Nogarin

abbia cura di questa città".

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