Vendevano sostanze dopanti a un ciclista, arrestati due livornesi

I carabinieri hanno fermato i due uomini nel parcheggio del McDonald's di Stagno mentre consegnavano al ciclista professionista Riccardo Riccò (che è stato denunciato) una busta con il materiale proibito

    di Federico Lazzotti

    LIVORNO. I carabinieri hanno arrestato due livornesi mentre consegnavano al ciclista professionista Riccardo Riccò (vincitore di due tappe al Giro d'Italia) una busta di sostanze dopanti nel parcheggio del McDonald's di Stagno, alle porte di Livorno. È successo martedì 29 aprile intorno alle 15. Per questo sono finiti agli arresti domiciliari Fabrizio Boccolini, 48 anni, operatore socio sanitario dell'Asl 6, e Antonio Catarsi, 50, commerciante.

    Secondo le prime indiscrezioni, a casa dei due livornesi sarebbero state trovate altre sostanze dopanti, per un totale di oltre cento confesezioni di medicinali vietati contenenti testosterone ed epoietina. I due sono accusati anche di ricettazione perché i farmaci proverrebbero da un distretto socio sanitario e sarebbero usati per scopo terapeutico su persone che hanno insufficienze renali. Riccò, residente a Modena, e Matteo Cappé, 37 anni rosignanese, sono arrivati all'appuntamento in auto, mentre i due livornesi a bordo di uno scooter.

    Nel momento in cui è avvenuto lo scambio sono intervenuti i carabinieri del Nas che hanno sequestrato una busta con una trentina di confezioni. "I militari del Nucleo - spiega il comandante Gennaro Riccardi - hanno sequestrato oltre 100 tra confezioni e fiale ad effetto dopante per un valore di circa 15mila euro, nonché una ingente somma di denaro quale provento dell’illecito commercio".

    L'inchiesta è nata dalla Procura di Lucca che da tempo sta indagando sul traffico di sostanze dopanti.  Per i due livornesi arrestati era previsto al tribunale di Livorno davanti al giudice Pasquali il processo per direttissima che invece è saltato, nei prossimi giorni sarà effettuata la convalida.

    Riccardo Ricco era stato pizzicato il 6 febbraio 2011 mentre tentatva una autoemotrasfusione e per questo era stato squalificato per doping fino al 2024. Nonostante questo nell'ottobre dello scorso anno aveva annunciato di voler tentare il record di ascesa di alcune cime storiche come il Mont Ventoux. Il tentativo sarebbe dovuto partire il prossimo luglio. "Saranno imprese difficili, ma ci proverò da pulito", disse presentando l'impresa.

    "Ero nel posto sbagliato nel momento sbagliato".  Ha detto il ciclista Riccò, denunciato in un'indagine del Nas di Livorno sui farmaci ad azione dopante. Riccò, che nel pomeriggio di mercoledì ha incontrato i propri legali, gli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi, si difende spiegando che i farmaci trovati dai Nas non erano destinati a lui. "Sono estraneo alla vicenda", dice Ricco'

     

    30 aprile 2014

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