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Nozze gay legali: ci proviamo anche noi. E Renzi risponde con l'humor a una coppia a Milano

Valter e Mario, Luciano e Davide: registreremo la nostra unione in Italia, torna la speranza di essere considerati famiglia

di Anna Cecchini e Azelio Biagioni

Perchè non provarci? In fondo, se c’è “un giudice a Grosseto”, potrebbe esserci anche a Prato, a Livorno, a Pisa. La sentenza che obbliga il Comune di Grosseto a trascrivere il matrimonio celebrato negli Stati Uniti tra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci apre una strada su cui si possono indirizzare centinaia di coppie gay. Giovedì il telefono dell’avvocato Claudio Boccini - il legale che ha assistito la coppia di Grosseto - è stato bollente. Chiamano in tanti per coltivare una speranza: che anche l’Italia finalmente li riconosca coniugi come fanno già tanti Paesi. Sperano anche Valter e Mario di Rosignano e Davide e Luciano di Poggio a Caiano, due delle coppie toscane che sono intenzionate a registrare il matrimonio in Italia.

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Una famiglia, ma solo all’estero. «Quando varchiamo il confine siamo a tutti gli effetti una famiglia: due genitori e tre figli. E' veramente brutto che in Italia, il Paese dove viviamo e cresciamo i nostri bambini, il nostro nucleo familiare non venga riconosciuto». Valter Paradisi e Mario Romani vivono a Rosignano. E sopportano da anni quella che loro chiamano “l’ingiustizia”. Un'ingiustizia divenuta ancora più forte con l'arrivo dei tre bambini, «perché quando ci sono di mezzo i figli ti rendi conto ancor di più di quanto le normative italiane siano limitanti».

Adesso una speranza. Mario e Valter hanno accolto la decisione del tribunale di Grosseto con grande entusiasmo. «E' un passo importante - dice Valter - che sicuramente apre la strada per il riconoscimento di diritti fondamentali. Per noi è stata una grande sorpresa, non ci immaginavamo che una notizia del genere potesse arrivare dall'Italia. Magari in passato abbiamo sperato che le cose potessero evolversi grazie a qualche ricorso alla Corte Europea,non certo grazie al tribunale di una città a noi così vicina». Chiaro che Valter e Mario faranno seguire all'entusiasmo tentativi concreti per veder riconosciuta la loro famiglia.

Quel no del tribunale di Pisa. I due si sono sposati a Barcellona nel 2008 (una delle prime coppie gay in Italia fare questo passo). Subito dopo, come ricorda Valter, «abbiamo fatto richiesta di trascrizione dell'atto al tribunale di Pisa, dove allora risiedevamo, ma ci fu negata. Nel foglio che ci mandarono si parlava di "motivi di ordine pubblico"». Evidente quanto la decisione dei giudici grossetani possa riaprire le speranze della coppia rosignanese, che nel frattempo è riuscita ad allargarsi con l'arrivo di tre bambini. «Per ora in Italia - dice Valter - sembra che abbia più potere la giustizia della politica, comunque la notizia di Grosseto ci fa sperare che i legislatori inizino a rendersi conto che in Italia esistono centinaia di coppie e bimbi nella nostra situazione. Nella comunità dove viviamo non abbiamo problemi, siamo considerati una famiglia in tutto e per tutto, ma di fatto in Italia io sono un padre single con tre figli, e Mario non è niente. Non abbiamo alcun riconoscimento reciproco».

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(A sinistra Mario Romani e Valter Paradisi di Rosignano, a destra Davide Sapienza e Luciano Tanganelli di Poggio a Caiano)

Ritenteremo a Rosignano. E ciò è impensabile, considerando che il legame tra i due va avanti da quasi trent'anni. «Dopo la bella notizia arrivata da Grosseto - concludono i due - di certo ci muoveremo. Riparleremo con il nostro legale per capire quali percorsi apre questa novità. Potremo magari ritentare la registrazione del matrimonio al Comune di Rosignano, dove adesso siamo ambedue residenti».

Una notizia fantastica. Mercoledì Luciano Tanganelli si trovava a Parigi quanto ha letto questa «notizia fantastica». Giovedì è rientrato in Italia e si è subito messo in contatto con l'avvocatura Lgbt rete Lenford per saperne di più. Il 26 settembre 2011 si è sposato con Davide Sapienza, a New York . In quello stesso giorno, dopo di loro, si sposarono anche due ragazze di Prato, Cristina ed Irene. «Ci facemmo da testimoni a vicenda – racconta Luciano – Una volta rientrati in Italia, dopo il matrimonio, io e Davide siamo andati ad abitare a Poggio a Caiano, le ragazze a Prato. Abbiamo chiesto di poter registrare il matrimonio nei rispettivi Comuni di residenza ma la risposta è stata negativa. La sentenza di Grosseto, quindi, è davvero storica e spero che questa possa essere un'apripista affinché anche noi e tante altre coppie possiamo finalmente vedere valido il nostro matrimonio. Che lo è in altri Stati – precisa Tanganelli – ma non in Italia».

Contenti anche i gemellini. Dal febbraio dello scorso anno la coppia si è trasferita da Poggio a Caiano a Lastra a Signa, paese originario di Luciano dove lavora come ragioniere. Con l'arrivo dei gemellini Andrea ed Elisabetta, due anni, l'abitazione di Poggio era diventata piccola. «Mai abbiamo nascosto la nostra volontà di volere dei figli – spiega papà Luciano – conduciamo una vita normale perché siamo una famiglia normale e che fa tutto alla luce del sole. Spero davvero che si possa essere vicini ai riconoscimenti che ci spettano».

Renzi punta sull'humor. "A Grosseto si fa veloce, ho visto'': così il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha risposto a una giovane coppia omosessuale che, lungo il tragitto tra l'Expo Gate di Milano e la sede della società Expo 2015, lo aveva fermato chiedendogli quando per loro sarà

possibile sposarsi in Italia.

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