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Truffa alla Siae, due dipendenti condannati: taroccavano i borderò dei dj

Marito e moglie erano accusati di aver inserito i bravi dell’uomo in arte Abramante nella lista per incassare i diritti. Prosciolto il musicista indagato

LIVORNO. Le tecniche per truffare la Siae erano due: inserire i brani del cantautore-dipendente nei borderò aperti e regolarmente consegnati dai dj livornesi, oppure confezionare registrazioni ad hoc delle serate facendo comparire anche le canzoni dell’impiegato-musicista.

È così che Mario Bucci, 54 anni, e la moglie Laura Conti, 47, si sono procurati un ingiusto profitto danneggiando la Società italiana degli autori e degli editori che tra l’ottobre 2009 e il marzo 2011 ha versato sul conto corrente del compositore Abramante (nome d’arte di Bucci ndr) soldi che non gli spettavano.

Il giudice Antonio Pirato ha condannato, con rito abbreviato, i coniugi a 10 mesi di reclusione, oltre ad un multa di 300 euro e un risarcimento provvisorio di 2mila euro nei confronti della Siae che si è costituita parte civile e che adesso citerà i due in sede civile.

«Una sentenza che ci lascia sconcertati», spiega l’avvocato Luigi D’Antonio, difensore degli imputati annunciando di presentare appello.

È stato invece prosciolto dal concorso nella truffa il terzo indagato, Danilo Damele, 51, in arte “Geyard”.

Nell’inchiesta dei carabinieri di Collesalvetti, coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci, sono finiti una ventina di borderò compilati per alcuni dei locali più in voga tra Colle e Livorno. Tra questi quelli compilati originariamente per alcuni spettacoli di danza andati in scena al teatro Goldoni, oppure per le feste alla discoteca “Precisamente a Calafuria” o quelle al “King” oppure a “Villa del Colle”.

«Negli spazi bianchi non annullati dai relativi compilatori - era l’accusa - sarebbero stati inseriti i brani composti da Anabrante e da Geyard. In questo modo i due si sarebbero procurati un profitto economico con corrispondente danno alla Siae consistito nel pagamento dei diritti d'autore su brani non realmente eseguiti».

Con il passare dei mesi marito e moglie avrebbero affinato la tecnica di falsificazione dei documenti. Nel capo B dell'imputazione che viene loro contestato si ipotizzava, infatti, la «realizzazione di registrazioni preconfezionate relative alle serate organizzate nella discoteca Villa del Colle, Appen Daun e Mixer tra il dicembre 2010 e il marzo 2011». In parole povere nei documenti sarebbero finite le registrazioni di brani che non sarebbero mai stati eseguiti.

Il procedimento penale che si è concluso martedì rappresenta solo una parte della guerra legale tra l’Istituto e i due dipendenti. Mario Bucci, in seguito all’inchiesta, era stato infatti licenziato dalla Siae ma dopo il ricorso

al giudice del lavoro è stato reintegrato. Ora c’è attesa per la decisione del giudice in merito al ricorso presentato dal datore di lavoro. Per quello che riguarda la moglie Laura Conti, il rapporto si è invece interrotto per cause non direttamente riconducibili al procedimento penale.

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