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Omicidio di via Lorenzini, l'autopsia conferma: è stata strangolata

Livorno: mercoledì l'interrogatorio di garanzia di Mauro Signorini, in stato di arresto per omicidio della moglie. La vittima, Carla Barghini, 73 anni, originaria di Portoferraio aveva deciso di incontrare un avvocato per la separazione

Carla Barghini, 73 anni, l'anziana uccisa dal marito Mauro Signorini, 82, la sera di domenica nel loro appartamento a Livorno, è morta a seguito di uno strangolamento con un laccio da scarpe. Lo hanno confermato i risultati dell'autopsia. Per mercoledì è fissata l'udienza di convalida in carcere per il marito. Dagli esami sarà possibile appurare l'ora della morte, tra le 19.30 e le 20.40, e se la vittima abbia altre lesioni oltre al segno sul collo. Secondo le prime ricostruzioni, il marito l'ha aggredita alle spalle e l'ha strangolata mentre era in piedi in camera, e dopo l'ha adagiata sul letto. A far scattare la scintilla della violenza, il fatto che lunedì 31 marzo la donna avesse un appuntamento con l'avvocato: avrebbe dovuto incontrarlo per definire la separazione. Si chiariscono i contorni della notte di ferocia di via a Lorenzini 21 , in quell'appartamento al quinto piano in cui il marito Mauro Signorini, 82 anni, ha ucciso la moglie Carla Barghini, 73 anni, originaria di Portoferraio, perché lei voleva lasciarlo.

Dopo una notte di interrogatorio, avvenuto all'interno della caserma dei carabinieri in viale Fabbricotti e condotto dal magistrato Rosa, l'anziano è stato portato in carcere alle Sughere con l'accusa di omicidio volontario. È stato lui stesso a confessare di aver ucciso la moglie al termine dell'ennesima lite. Tra i due le cose andavano male da anni e negli ultimi tempi le liti si erano intensificate tanto che la donna non ce la faceva più. E all'età di 73 anni cercava un riscatto, quella serenità di cui probabilmente non aveva mai goduto.

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Le immagini del luogo della tragedia

È per questo che l'anziana voleva andare fino in fondo nella separazione e quindi aveva preso appuntamento con l'avvocato. Ma lui si opponeva con tutte le sue forze, voleva restare con lei a tutti i costi finché ha perso il controllo, fino a ucciderla.

Via Lorenzini 21, qui è avvenuto l'omicidio

Domenica 30 marzo è stato lui stesso ad aprire la porta di casa ai militari e a mostrare loro il corpo esanime della moglie, distesa sul letto, con il laccio al collo. L'allarme è scattato tramite il figlio Luca.

Dopo averla uccisa, infatti, Signorini ha telefonato al figlio, capitano di fregata della Marina in servizio presso il Ministero della Difesa a Roma, e gli ha detto: "È successa una disgrazia a tua madre". Dopodiché ha spento il cellulare rendendosi irreperibile e gettando l'uomo, 52 anni, nel panico. A quel punto, Luca ha allertato la questura di Roma, che a sua volta avvisato i carabinieri di Livorno che si sono precipitati sul posto: ma ormai era troppo tardi. Il figlio si è messo subito in viaggio e in nottata ha raggiunto Livorno.

Le testimonianze dei vicini di casa

Sconvolti i vicini: mai avrebbero immaginato che in quell'appartamento si sarebbe consumata una tragedia del genere. "A volte avevamo sentito delle liti -

ma mai tali da far pensare a un simile epilogo". Tutti descrivono i due anziani come una coppia normale, serena. Eppure fra quelle mura domestiche il clima era tutt'altro che tranquillo. E Carla Barghini, esasperata, voleva mettere una pietra sul suo matrimonio inquieto, ma non ce l'ha fatta.

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