Menu

Giù le luci in sala, chiude il Teatro C

Dissapori tra i gestori, Theatralia abbandona, i dipendenti annunciano cause legali: stasera, domenica, va in scena l’ultimo spettacolo

LIVORNO. «Gentili signori e signore, attori, musicisti, addetti allo spettacolo: da domani il Teatro C ferma la sua programmazione artistica. Vi invitiamo a passare stasera per salutarci al concerto di chiusura del Jazzlab diretto dal maestro Andrea Pellegrini, con ingresso gratuito. Vi ringraziamo per averci sostenuto e averci fatto compagnia in questi 3 anni di gestione». Poche parole, apparse sulla pagina Facebook, per dire che il Nuovo Teatro delle Commedie, in via Terreni, si ferma.

Una chiusura choc, dopo appena tre anni di gestione targata Theatralia (con Arci e Ars Nova). Una decisione destinata ad essere accompagnata da mille polemiche. Anche perché la città rischia di perdere un altro luogo di cultura.

Era stato ribattezzato Teatro C da quando un bando pubblico del 2010 lo aveva assegnato a un’associazione temporanea d’impresa di cui è capofila Theatralia, con Arci e Ars Nova. Concerti, teatro, mostre, corsi e laboratori, feste a tema: tutto questo ha riempito negli anni l’attività del teatro, rivitalizzando uno spazio importante non solo dal punto di vista degli eventi, ma anche dell’allestimento interno, innovativo e affascinante. Ora, da quelle tende rosse all’ingresso, è entrato il morbo della crisi, che però non è solo una storia di soldi: le carenze economiche sono la causa ufficiale che costringe Theatralia a fermare la programmazione, ma poi c’è la gestione dei rapporti professionali interni che, negli ultimi mesi, ha prodotto fratture e una fuoriuscita costante di personale.

Per esempio Alessio Carnemolla, direttore artistico del Teatro C dal 2010 all’ottobre del 2012, quando il suo contratto è scaduto e lui è uscito di scena. «Mi occupavo un po’ di tutto – racconta – mentre ora sono un disoccupato». Per dire la sua Alessio scrive una lettera con accuse dettagliate: «Dall’inizio della gestione a oggi si sono verificate irregolarità di ogni sorta: straordinari non pagati, contratti non rinnovati, mobbing, dipendenti pagati in nero, contributi mai versati, licenziamenti ingiustificati, dipendenti “prestati” ad altre due ditte “vicine” a Theatralia, Theatralia Service e Th Promo. Nonostante le numerose lamentele con il presidente della cooperativa, Pietro Cennamo, i dipendenti hanno sempre cercato di sostenere l’azienda, comprendendo bene le difficoltà che può affrontare una ditta che si occupa di teatro e spettacolo in questo periodo storico e nella nostra città. Ma il gioco del presidente è stato quello di eliminare i suoi collaboratori e dipendenti. Ora ci sono 2 ex dipendenti che pretendono di avere spiegazioni da Theatralia e stanno procedendo per vie legali».

Un altro fuoriuscito, a dicembre 2012, è Dario Gentili, che curava il cineforum e le mostre di arte contemporanea. «Il posto non funzionava più – dice – e siccome io ero pagato in base agli introiti, ho deciso di andarmene senza riserve verso nessuno». Diversa la posizione della Compagnia C di Theatralia, formata da

8 attori di cui 2 livornesi e il resto selezionato all’estero. «Siamo stati licenziati in tronco a giugno 2012 – affermano – e abbiamo 3 mesi di arretrati. La colpa è della gestione errata di Theatralia, sia finanziaria che professionale, dato che in un anno abbiamo fatto solo 2 spettacoli».

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro