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L’OSSERVATORIO SCHIAVAZZI

E l’antico sismografo della nostra città è in mostra a Firenze

LIVORNO. Potremo ammirare anche lo storico sismografo dell'Osservatorio Geodinamico “G.Schiavazzi” di Livorno nella mostra che si è appena aperta a Firenze lungo la Galleria delle Carrozze di Palazzo...

LIVORNO. Potremo ammirare anche lo storico sismografo dell'Osservatorio Geodinamico “G.Schiavazzi” di Livorno nella mostra che si è appena aperta a Firenze lungo la Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici-Riccardi.

"Dal cielo alla terra, meteorologia e sismologia dall'800 ad oggi" è appunto titolo dell'importante rassegna di livello internazionale che rimarrà aperta sino al 31 maggio racchiudendo un centinaio di apparecchi, in gran parte storici ed accuratamente restaurati, talora di notevole eleganza formale, (termometri, igrometri, barometri, tromometri, etc.), impiegati nello studio dei terremoti o per misurare le varie grandezze fisiche (temperatura, pressione atmosferica, etc.) che riguardano il clima e le previsioni meteo.

Appartenente al Comune l'antico strumento ora in mostra è un sismografo Omori-Alfani risalente al 1907, proveniente dall'Osservatorio Ximeniano di Firenze e giunto a Livorno nel 1950 quando il prof. Giuseppe Schiavazzi ripristinò l'Osservatorio Geodinamico (in seguito a lui intitolato) collocandolo sugli Scali del Vescovado (l'osservatorio originario, distrutto dalla guerra, era stato fondato dallo Schiavazzi nel 1914 in via Vittorio Emanuele, nello scantinato del negozio paterno).

Comprendente anche un pendolo orizzontale Stiattesi (sempre proveniente dallo Ximeniano) l'Osservatorio Geodinamico “G. Schiavazzi” è rimasto in funzione sino alla metà degli anni '90. E non di rado è capitato durante il suo periodo di attività di vedere pubblicati sul giornale i grafici dei terremoti vicini e lontani appena avvenuti, tracciati dai pennini sopra un foglio di carta affumicata applicato al suo tamburo ruotante.

Mentre si prevede la musealizzazione dei suoi antichi strumenti presso l'Osservatorio Geodinamico “G. Schiavazzi”, i cui locali sono stati di recente ripristinati, nel frattempo il sismografo Omori-Alfani con le sue pesanti masse oscillanti è stato portato a Roma per il restauro curato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che attraverso il Progetto Sismos (http://sismos.rm.ingv.it) sta procedendo

al ricupero, al ripristino ed alla valorizzazione del patrimonio di strumenti scientifici storici italiani e del bacino mediterraneo: un progetto nel cui ambito si colloca appunto anche l'odierna mostra di Firenze. Info: www.dalcieloallaterra.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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