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Livorno, il Pd regionale contro Cosimi
«No all’ex Prima Linea in giunta»

Dopo una riunione fiume il sindaco aveva definito la nomina di Solimano al sociale. In nottata l’alt dai vertici del partito: «Inopportuno, si rischia il caos mediatico»

Il Pd regionale e nazionale frena bruscamente sulla nomina di Marco Solimano nelle vesti di assessore al sociale. La notizia arriva a notte fonda dopo una giornata lunghissima caratterizzata da una giunta fiume iniziata nelle prime ore della mattina e conclusa a tarda sera. Al termine della quale sembrava tutto deciso col sindaco Alessandro Cosimi che stamattina avrebbe dovuto ufficializzare al consiglio comunale i nuovi innesti della sua squadra: Marco Solimano al sociale e Massimo Gulì all’ambiente.

Ma stamani in aula il sindaco potrebbe dire ben altre cose. Perché ieri notte sul suo telefonino sono arrivate alcune chiamate dai vertici regionali e nazionali del partito. Nelle quali si è chiesto chiaramente di meditare sull’opportunità, anche comunicativa, della nomina di un ex terrorista durante la campagna elettorale per le politiche.

«Ho chiesto al sindaco di pensarci bene - spiega il responsabile regionale degli enti locali del Pd Stefano Bruzzesi -. E gli ho detto chiaramente che a me una scelta del genere non sembra opportuna in un momento delicato come quello della campagna elettorale. Dopo il caos che si è scatenato al funerale di Prospero Gallinari, noi cosa facciamo? Nominiamo un ex terrorista condannato a 19 anni di carcere... Mi sembra quantomeno azzardato».

Le parole di Bruzzesi in qualche modo sono le stesse che al sindaco sono state ripetute anche da Roma. «Quello che non vogliamo è dare il fianco a strumentalizzazioni che possano nuocere al candidato premier Bersani», è stato il messaggio chiaro inviato a Cosimi. Che a questo punto si trova a un bivio: andare avanti per la sua strada oppure seguire i consigli dei vertici del Pd.

Intanto ieri si era levata un'altra voce contro l'ipotesi di una nomina in giunta di Marco Solimano. Quella di Mariella Magi Dionisi , vedova dell'agente Fausto Dionisi - ucciso nel '78 da Prima Linea - e presidente dell'associazione «Memoria» che riunisce parenti di vittime del terrorismo. La Magi Dionisi si è definita «senza parole»: «Sono scelte che lasciano perplessi e senza parole - dice - a parte quelle che usò il presidente della Repubblica Giorgio

Napolitano incontrando i familiari delle vittime e cioè che ci vorrebbe il buongusto, da parte di chi prese le armi, di stare un passo indietro».

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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