Quotidiani locali

«Facebook ha diffusione incontrollata»
per il giudice è come un giornale

Sentenza storica a Livorno: depositate le motivazioni sulla diffamazione verso l’ex datore di lavoro sul Web. «Un numero indeterminato di persone può vedere il messaggio»

LIVORNO. Popolo degli Internauti attenzione a quello che scrivete su Twitter, Facebook o qualsiasi altro social network. In particolare, se avete intenzione di litigare con qualche amico della rete per una presunta ingiustizia subita, pensateci dieci volte prima di offenderlo e poi non fatene di niente. Perché insultarlo sulla vostra bacheca – da oggi – può essere considerato come diffamazione «attraverso un mezzo di pubblicità» paragonabile, in quanto a diffusione e sanzioni, «ad un giornale». Con il rischio, dunque, di condanne pesanti: fino a tre anni di reclusione e multe da 516 euro in su.

La possibile rivoluzione giuridica è contenuta nelle motivazioni depositate alla cancelleria del tribunale di Livorno il 31 dicembre scorso dal giudice Antonio Pirato. Al centro della sentenza che se confermata in Appello e Cassazione potrebbe fare scuola, il caso di Rossella Malanima, 27 anni , che dopo essere stata licenziata dal centro estetico Etera Beauty space, dalla sua casella email

prima e bacheca Facebook dopo, ha iniziato ad offendere l’ex datore di lavoro.

IL DOCUMENTO / LA SENTENZA DEL GIUDICE DI LIVORNO

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.