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Ciao, eroe di Lascia o Raddoppia

A 92 anni è morto Pierluigi Pellegrini, il livornese che vinse 5 milioni di lire al quiz di Mike Bongiorno

LIVORNO. È scomparso il concorrente livornese di «Lascia o Raddoppia?». Pierluigi Pellegrini è morto martedì scorso, all'ospedale Careggi di Firenze dov’era ricoverato da alcuni giorni. Era nato a Livorno nel 1920 ed era membro della dinastia musicale dei Pellegrini-Vianesi: vinse l'edizione del quiz televisivo «Lascia o raddoppia?» nel 1956, presentandosi sulla lirica e diventando, tra l'altro, una delle prime “vittime” delle famose gaffe di Mike Bongiorno.

L'episodio, indimenticabile, è ancora nella mente di tanti vecchi livornesi appassionati di musica. Alla domanda finale, infatti, la cosiddetta “domanda in cabina”, fu mandata in onda l'aria "Tu sul labbro dei veggenti" dal Nabuccodonosor di Giuseppe Verdi. Il regolamento permetteva la possibilità di portare un esperto in cabina: Pellegrini, ostentando sicurezza, portò una ragazzina, figlia di amici, ed esclamò: «È il Nabucco». Ma Mike Bongiorno rispose: «Peccato. Non è il Nabucco. È il Nabuccodonosor!».

«Nei filmati ancora conservati dagli archivi Rai - ricorda Andrea, il nipote di Pierluigi Pellegrini - si vede mio zio inferocito alzarsi e, trattenuto solo da mia nonna, apostrofare Mike di ogni epiteto labronico. Per fortuna il notaio riconobbe a Pierluigi Pellegrini la vittoria, attribuendogli il premio di 5.120.000 di lire di allora in gettoni d'oro. La ditta Pietro Napoli vendette centinaia di apparecchi tv, di quel bianco e nero tipico dei sogni. Prima dei divi del calcio, Livorno amava i personaggi della musica. Ricordo la Millecento blu con le ruote bianche e gli interni rossi acquistata con i gettoni d'oro vinti da un Pellegrini con la musica...».

Fratello di Gianfranco, pioniere del jazz livornese del secondo dopo guerra, e figlio del colonnello Paolo Pellegrini, compositore e pianista, Pierluigi Pellegrini, a sua volta violinista e pianista, chimico agli impianti di Larderello, è stato allievo, come da tradizione familiare, della mamma Anna Constantini e dal babbo. Poi di Giulio Compare, violinista che ebbe un momento di celebrità al Festival di Sanremo del 1960 con la canzone «Quando vien la sera", poi del Maestro Simonetti.

Consigliere comunale per il comune di Livorno dal 1955 al 1956 con il sindaco Nicola Badaloni, era noto anche per un altro episodio ricordato da Marco Ranaldi in «Lelio Luttazzi, Lo swing nelll'anima» (Stampa Alternativa, 2011): il 20 aprile 1954 la Rai lanciò «Il motivo in maschera», il primo quiz tv italiano. Partecipavano Julia De Palma, Renato Rascel e altri. I concorrenti, estratti dagli elenchi del telefono, dovevano indovinare un motivo riarrangiato da Lelio Luttazzi. La cosa durava anche parecchie settimane, perché Luttazzi a volte camuffava il pezzo in modo da renderlo irriconoscibile. «Un giorno, sul nostro quotidiano Il Tirreno - dice ancora il nipote Andrea - un lettore

scrisse che aveva indovinato il motivo. Il Tirreno pubblicò la soluzione. La volta successiva accadde lo stesso, e ancora per settimane. La Rai dovette diffidare Il Tirreno, perché il gioco non riusciva ad andare avanti. Il lettore smise di scrivere. Era mio zio Pierluigi Pellegrini».

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