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Da Montenero ad Auckland la vita ai tempi di Luna Rossa

La favola neozelandese di Antonio Marrai, manager dell’equipaggio di Prada che nella terra dei Maori prepara l’ennesima sfida all’America’s Cup

LIVORNO. «C’incontrammo per caso sui campi di regata. Era il 1986, scoprimmo che la pensavamo alla stessa maniera su tanti aspetti della vela e così Patrizio Bertelli mi accordò la sua fiducia di punto in bianco. Scommise su me e continua a farlo. E io m'impegno ogni giorno per meritare la sua stima». La favola di Antonio Marrai, 59 anni, nativo di Seravezza ma livornese d’adozione, comincia col feeling naturale, sbocciato quasi per caso, con l’uomo che insieme alla moglie Miuccia è a capo dell’impero Prada.

Da allora la vita di Marrai imbocca la strada della fiaba. Lui, poco più che ventenne ha un incarico di spicco all’Agip Petroli di Livorno («un'esperienza che mi ha maturato molto»), ma nel 1987 arriva la chiamata di Cino Ricci per la prima sfida velica italiana sotto l’insegna di Azzurra. «Cino skipper, Pelaschier timoniere, io a bordo come grinder. Fu il grande progetto dell'avvocato Agnelli e dell'Aga Khan - ricorda oggi -. L'esperienza di Azzurra in Australia, a Freemantle, è stata formativa, straordinaria dal punto di vista umano. Iniziai a viaggiare e conoscere il mondo, a fare ciò che mi aveva sempre affascinato perché sin da ragazzo volevo scoprire altre culture per allargare il mio modo di pensare».

Il sogno diventa realtà. Marrai gira il mondo e i mari del mondo. E se Livorno era diventata la sua prima casa, dal 2000 Auckland e la Nuova Zelanda diventeranno la sua casa abituale. Dove anche quest’anno nelle vesti di logistic manager di Luna Rossa vive dividendosi con San Francisco, per preparare l’ennesimo assalto italiano alla Coppa America.

In questi dieci anni e passa, i suoi figli Lorenzo e Francesco e sua moglie si sono divisi tra Montenero e la terra dei Maori, i bambini che oggi sono uomini hanno potuto iscriversi e studiare alle Micali e poi al liceo utilizzando internet, mentre non hanno mai smesso di sentire il rumore del vento e delle vele se è vero che da alcuni mesi Francesco si è laureato campione europeo under 21 nella categoria Laser e sogna un posto alle olimpiadi di Rio 2016. «Nel 1997 iniziò ad andare in barca proprio a Punta Ala, dove preparavamo la nostra prima Coppa America, poi lui e tutta la famiglia mi seguirono in Nuova Zelanda, e anche là, dove la vela s'insegna a scuola, Francesco fece esperienze che gli hanno trasmesso il vero modo di vivere questo sport. Cioè con passione, umiltà, rispetto delle regole, che poi sono da sempre i cardini su cui poggia il team di Bertelli, un uomo che ha fatto tutto quello che ha fatto, sempre e solo per amore della vela, mai per interesse personale legato alla sua attività».

Azzurra 1987, poi Luna Rossa 2000, 2003 e 2007 con la barca italiana che vince una Louis Vuitton e va due volte in finale incendiando il tifo italiano. Nel mezzo Marrai ha messo un mondiale Maxi con Longobarda (89) e quello recente con Nyala la barca d'epoca di Bertelli. Da quando è sceso dalla barca, la sua qualifica lo vede a capo dei servizi di logistica, un general manager a tutto tondo che corre da una città all'altra del mondo. Quest’anno ha fatto la spola tra San Francisco dove la prossima estate

si svolgerà l'America's Cup 2013, Valencia dove c’era da smantellare la vecchia base del 2007 che ha trasferito in Nuova Zelanda, dove da maggio il team Luna Rossa si sta allenando. E dove quella favola iniziata quasi trent’anni fa continua ancora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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