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Ottanta famiglie nel dramma, coop edile verso il fallimento

Otto milioni di caparre già versati per abitazioni mai consegnate da Goito alla stazione fino al Pontino Coop Italia ha un debito di quasi tre milioni con Clc che l’ha portata in tribunale e di 14 con le banche

LIVORNO. Settantotto famiglie livornesi da qualche anno stanno vivendo un incubo. Sono le famiglie dei soci di Coop Italia, società cooperativa edilizia che dal 2003 ha costruito - meglio dire ha iniziato a costruire - una serie di edifici in città senza però mai (o quasi) consegnare le chiavi delle abitazioni a chi le aveva pagate. In 78 hanno sborsato 8 milioni di euro di acconti, una media di oltre centomila euro a testa, e in cambio non hanno avuto niente.

Insieme a quelle 78 famiglie da due anni ce ne sono altre novanta che stanno tremando. Sono quelle dei dipendenti della Clc di via Boccherini, una delle più importanti realtà di costruzioni presenti in città. Dal 2010 la loro società ha un credito di quasi tre milioni di euro con Coop Italia per lavori eseguiti e mai retribuiti e su un bilancio che l’anno scorso ha registrato ricavi per 24 milioni si tratta di una fetta non indifferente.

Otto più tre fa undici. Ma i milioni di euro di debiti di Coop Italia non finiscono qui. Perché ce ne sono altri 14 nei confronti delle banche, che vantano ipoteche su tutti gli immobili già innalzati, sugli scheletri dei palazzi lasciati a metà, sulle fondamenta di case che non sono mai nate. Totale 25 milioni di euro colorati di rosso. Una voragine finanziaria che potrebbe finire in crac la prossima settimana, quando il tribunale dovrà decidere su un’istanza fallimentare presentata da quattro fornitori, il più pesante dei quali è appunto la Clc.

L’udienza è fissata per mercoledì 10 ottobre ma i soci incrociano le dita e sperano che si trovi una soluzione alternativa, magari un rinvio, in modo da non bloccare definitivamente quei cantieri dentro a cui sono raccolti i sogni di 78 famiglie di avere una casa nuova, i risparmi di una vita di gente che lavora, la rabbia di una beffa che pesa sul portafoglio ma anche sull’orgoglio, sulle certezze di tutti i giorni, sull’autostima, la speranza che alla fine l’incubo in qualche modo finisca.

E’ anche per questo che stamani nello studio dei commercialisti Guerrini e Vitti è in programma un incontro con l’obiettivo di trovare una soluzione che convinca i creditori a fermare le loro richieste in modo da dare tempo alla cooperativa di ripartire. L’obiettivo dei soci, che si trovano incastrati dopo aver versato qualcuno fino a 160mila euro, è quello di decapitare letteralmente l’attuale

organo amministrativo della cooperativa, nata nel 2003 e guidata da Mauro Mannelli, 65 anni, un passato non proprio esaltante come titolare della Ediltecno Sas di Piombino, fallita nel 1988 ma riabilitato dal tribunale al punto di riuscire ad ottenere dalle banche mutui per 14 milioni.

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