Maxi-province, decidono le Regioni

Saranno comunque dimezzate entro l’anno. Università: tasse raddoppiate agli studenti fuori corso “ricchi”

    di Vindice Lecis

    ROMA. Per il decreto sulla revisione della spesa (spending review) si profila un voto di fiducia. Lunedì in Senato comincerà la discussione sul provvedimento che, dopo la nuova ondata di emendamenti e modifiche, arriverà con una nuova veste. Le novità più significative di ieri riguardano le Province, l’università e Bankitalia.

    Le tasse universitarie per gli studenti fuori corso potranno aumentare fino al raddoppio rispetto a quelle previste per gli studenti «regolari». L’aumento fino al 100% è previsto per i redditi oltre 150 mila euro. Gli aumenti potranno essere decisi dagli Atenei secondo criteri ministeriali sulla base dei principi «di equità, progressività, e redistribuzione e tenendo conto degli anni di ritardo rispetto alla durata normale dei corsi di studio, del reddito familiare, del numero degli studenti appartenenti al nucleo familiare iscritti all’Università e della specifica condizione degli studenti lavoratori». Contro questa norma si dichiara l’organizzazione studentesca Link.

    Un emendamento dei relatori determina che non ci saranno più province «soppresse» ed altre che si salvano, ma tutte quelle delle Regioni a statuto ordinario «sono oggetto di riordino». Gli enti saranno quindi accorpati secondo i criteri indicati dal governo (popolazione e ampiezza del territorio). Il percorso per giungervi sarà il seguente: in ciascuna regione il Consiglio delle autonomie, entro settanta giorni, invierà un’ipotesi di riordino alla Regione stessa che a sua volta trasmetterà al governo la proposta. Dopo averle vagliate si andrà alla costituzione delle maxi province. Assumerà il ruolo di capoluogo delle province il Comune con maggior popolazione residente. Nonostante gli emendamenti bipartisan non si salveranno sicuraamente le province di Terni, Matera e Isernia. All’Idv che parla di «beffa», il ministro Patroni Griffi replica che le province saranno dimezzate perché resta il criterio di 350 mila abitanti e 2500 chilometri quadrati. Comunque saranno stanziati 100 milioni per ridurre il debito fiscale degli enti provinciali attuali.

    Anche la Banca d’Italia dovrà tirare la cinghia e tenere conti dei principi contenuti nel decreto pur «nell’ambito del proprio ordinamento». Questo significa che dovrà tenere conto di quattro punti: il divieto di effettuare spese superiori al 50% rispetto al 2011 sul noleggio auto e buoni taxi. Inoltre dal primo ottobre i buoni pasto avranno un valore di 7 euro, non saranno pagate le ferie non fruite e le consulenze non saranno più affidate a dipendenti in pensione.

    Altre decisioni riguardano lo stop al cumulo di indennità per i professori universitari che dopo un incarico in un ente o istituzione tornano ad inegnare. Saltano i contributi pubblici per il restauro e la manutenzione dei beni culturali privati e si riduce di 30 milioni il taglio per la ricerca nel 2012. Nella spending review c’è un regalo alla Lega Nord con la proroga di un anno alla presidenza dell’Aero Club per Giuseppe Leoni, senatore «padano». Sul fronte degli esodati, dopo la manifestazione sindacale unitaria di giovedì, il Pd annuncia di voler inserire nel decreto interventi tesi ad allargare la platea di lavoratori per ora esclusi e danneggiati.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    28 luglio 2012

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